Berna, 28.09.2017- Secondo gli Stati per lottare contro il predatore bastano le proposte formulate dal Consiglio federale in agosto

La Convenzione di Berna, trattato internazionale che si prefigge di salvaguardare la vita selvatica, lupo compreso, non va denunciata. Per lottare contro questo predatore bastano infatti le proposte formulate in merito dal Consiglio federale in agosto.

È l'opinione del Consiglio degli Stati che ha bocciato, con 23 voti contro 10 e 7 astenuti, una iniziativa cantonale del Vallese.

Nella revisione parziale della legge sulla caccia presentata dall'esecutivo si prevede che la Confederazione rinegozi la Convenzione di Berna, affinché il lupo venga declassato da "specie assolutamente protetta" a "specie protetta".  

La modifica legislativa finirà presto sui banchi del Parlamento. A quel momento la commissione potrà valutare il progetto e, se necessario, correggerlo. L'iniziativa vallesana è quindi diventata superflua, ha sostenuto il relatore commissionale Werner Luginbühl (PBD/BE).

La possibilità di sopprimere gli esemplari che causano problemi esiste già, ha poi ricordato Didier Berberat (PS/NE). Prima di prendere decisioni "radicali", lasciamo il tempo necessario al governo per rinegoziare la Convenzione, ha aggiunto il neocastellano.

Da parte sua, Robert Cramer (Verdi/GE) ha ricordato che la Convenzione di Berna concerne centinaia di animali. "È da irresponsabili denunciarla solo perché una specie causa problemi", ha sostenuto il ginevrino.

Il lupo causa danni considerevoli e non c'è, in Svizzera, alcuna regione abbastanza estesa per accogliere il lupo in modo da soddisfare le sue necessità, ha replicato Beat Rieder (PPD/VS).

Dall'approvazione della Convenzione nel 1980 sono successe molte cose, nessuno all'epoca pensava che il lupo arrivasse in Svizzera e causasse così tanti problemi, ha aggiunto l'altro "senatore" vallesano Jean-René Fournier (pure del PPD). Circa la richiesta di rinegoziazione, ha ricordato che una proposta analoga della Svizzera era già stata respinta nel 2006 dal comitato permanente della Convenzione di Berna.

Come detto, la richiesta di rinegoziare la Convenzione figura nella revisione della legge sulla caccia presentata in agosto dall'esecutivo. Questa si rifà a una precedente mozione del consigliere agli Stati Stefan Engler (PPD/GR) adottata dal parlamento in marzo.

L'atto parlamentare mira a istituire le basi legali per regolare le popolazioni di lupi prima che nascano grossi conflitti. Sarà così introdotta la possibilità di regolare le popolazioni, per permettere una coabitazione meno conflittuale con gli esseri umani.

Attualmente soltanto gli animali isolati possono essere abbattuti. La nuova legge prevede la possibilità di uccidere animali protetti - oltre al lupo, il governo ha incluso lo stambecco e il cigno reale, cui potrebbero aggiungersi a seconda dell'esito dei dibattiti il castoro e la lince - quando generano conflitti, provocano danni ingenti o rappresentano un pericolo concreto per l'uomo, nonostante le misure di prevenzione.

I Cantoni non dovrebbero essere obbligati a dimostrare che vi è stato un danno concreto e saranno pienamente competenti di intervenire, previa consultazione con l'Ufficio federale dell'ambiente.

fonte Ticino News (www.ticinonews.ch)

Venerdì 15 settembre a partire dalle 18.30 si accenderanno in molti paesi dell’Europa centrale fuochi di solidarietà e di protesta per rendere attenti sul problema dell’espansione sfrenata dei lupi e degli altri grandi predatori, che pregiudicano la tradizione secolare della pastorizia e dell’alpeggio. Anche diversi paesi nostri vicini come Germania, Francia, Italia, Austria e Spagna hanno aderito a questo appello.

In diversi cantoni svizzeri avranno luogo almeno 15 falò di solidarietà e nel canton Grigioni l’«Associazione territorio senza grandi predatori/GR» ha contribuito all’organizzazione  di almeno 3 falò e cioè:

Cantone

Luogo

Ora

Organizzazione

Contatto

GR

Alpe Sassiglion

Poschiavo

19.30

Ass. per un Territorio senza Grandi Predatori, Sez. Grigioni

Hans Russi

081 844 01 41

GR

Pany* im Prättigau

19.30

Vereinigung Lebensräume ohne Grossraubtiere Graubünden

Rico Calcagnini

081 328 24 78

GR

 

Zafrauser Fluh, Maladers

19.30

Fam. Roman Nicolay, Maladers

081 253 32 05

 

Invitiamo soci, simpatizzanti e interessati a partecipare a questo evento e dimostrare così la loro solidarietà con coloro che sono colpiti dal problema del lupo, in crescita soprattutto nelle regioni di montagna del nostro paese.

(vedi anche comunicato stampa della nostra Associazione mantello «Territorio svizzero senza grandi predatori»)

*A Pany il falò ha luogo vicino al Güggelstein, nelle zona presso il ristorante della stazione a valle dello skilift.

Berna, 8 settembre 2017 - La Confederazione non può più continuare a chiudere gli occhi di fronte alle crescenti preoccupazioni della popolazione di montagna. Coloro che sono coinvolti si mobilizzano in campo europeo contro la politica fallimentare dei grandi predatori. I falò di solidarietà e denuncia (vedi prossima pagina) mandano un segno al Consiglio d’Europa, affinché intraprenda finalmente i passi necessari per regolare i lupi e in generale i grandi predatori.

L’Associazione per un territorio svizzero senza grandi predatori (ATsenzaGP-CH) valuta l’intenzione del Consiglio federale di allentare la protezione assoluta del lupo come passo necessario per indirizzare sulla giusta via la politica di gestione dei grandi predatori in Svizzera. La richiesta di riduzione dello stato di protezione del lupo (Convenzione di Berna datata 1979!) deve essere inoltrata al Consiglio d’Europa a Bruxelles al più presto e senza attendere la metà del 2018. Nel 2006 quest’ultimo aveva rifiutato una simile richiesta, ma dopo undici anni la problematica è ben cambiata. La nostra Associazione ritiene urgentemente necessaria questa revisione legislativa.

L’Associazione continua a reputare che la disdetta della Convenzione di Berna sia la via migliore per risolvere la problematica. Il relativo mandato il Consiglio federale l’ottenne nel 2010 con l’approvazione da parte delle due Camere federali della mozione Fournier «Revisione dell’articolo 22 della Convenzione di Berna».

Parallelamente si deve approvare con sollecitudine l’adattamento della legge sulla caccia, includendo anche l’approccio comprendente le zone libere da lupi, in particolare per quanto concernono le zone abitate e di estivazione, da realizzare quali misure complementari. Il relativo messaggio è stato trasmesso dal Consiglio federale alle Camere il 23 agosto u.s..

Nella serata del 15 settembre 2017 in campo europeo saranno accesi dei falò di solidarietà e di denuncia. Con ciò i proprietari di animali da reddito colpiti dal problema dei grandi predatori, unitamente alla popolazione che si sente coinvolta, lanciano un appello comune contro la diffusione incontrollata dei lupi e dei grandi predatori in generale. Le sezioni cantonali della nostra Associazione invitano tutti – persone di montagna e di campagna, di città, tenitori di animali, politici, persone alla ricerca d’informazioni – a essere, al lume dei falò, meglio informate e sensibilizzate sulle conseguenze dell’espansione dei grandi predatori nell’arco alpino e a discutere sulle possibili soluzioni.

Tutti gli interessati sono invitati ai “falò di solidarietà”, elencati nella prossima pagina.

Altre informazioni:

Co-Presidenti Associazione Svizzera per un Territorio senza Grandi Predatori:
Georges Schnydrig /Tel. 078 736 62 58
Germano Mattei /Tel. 079 428 40 59

Luoghi ove sono programmati i “falò di solidarietà” di venerdì 15 settembre 2017

 

 

Cantone

Luogo

Ora

Organizzazione

Contatto

VS

Hangar Raron

19:30

Lebensraum Wallis ohne Grossraubtiere

Georges Schnydrig

078 736 62 58

UR

Hoferli Erstfeld

19.30

Vereinigung zum Schutz von Jagd- und Nutztieren vor Grossraubtieren in der Zentralschweiz

Franz Püntener

076 315 10 28

UR

Oberberg Isenthal

19.30

Vereinigung zum Schutz von Jagd- und Nutztieren vor Grossraubtieren in der Zentralschweiz

Felix Jauch

076 370 19 71

OW

Hohgrat

Lungern

19:30

Vereinigung zum Schutz von Jagd- und Nutztieren vor Grossraubtieren in der Zentralschweiz

Bürgi Walter

079 646 26 68

NW

Rinderalp, Stanserhorn

19.30

Vereinigung zum Schutz von Jagd- und Nutztieren vor Grossraubtieren in der Zentralschweiz

Thomas Niderberger

079 280 37 78

LU

Alp Grön. Gemeinde Flüeli

19.30

Vereinigung zum Schutz von Jagd- und Nutztieren vor Grossraubtieren in der Zentralschweiz

Erwin Dahinden

079 226 58 40

LU

Alp Guggenen. Gemeinde Flüeli

19.30

Vereinigung zum Schutz von Jagd- und Nutztieren vor Grossraubtieren in der Zentralschweiz

Erwin Dahinden

079 226 58 40

SG

Alp Wald, Wilters-Wangs

19.30

VWL Vereingung zum Schutz der Weidetierhaltung und ländlichem Lebensraum (VWL-Ost)

Marti Keller

TI

Monti di Ravecchia, Bellinzona

20.45

Ass. per un Territorio senza Grandi Predatori, Sez. Ticino

Sem Genini,  ATsenzaGP

079 636 29 08

VD

Bavez,

Commune de Bex

20.45

Ass. Romande pour un Territoire sans Grands Predateurs

Eric Erb

079 357 55 10

VD

Les Luets,

Commune de Bex

20.45

Ass. Romande pour un Territoire sans Grands Predateurs

Eric Erb

079 357 55 10

VD

Les Combettes

Commune de Châteaux d’Oex

20.45

Ass. Romande pour un Territoire sans Grands Predateurs

Eric Erb

079 357 55 10

VD

Les Charbonnières,

Vallée de Joux

20.45

Ass. Romande pour un Territoire sans Grands Predateurs

Eric Erb

079 357 55 10

GR

Alpe Sassiglion

Poschiavo

19.30

Ass. per un Territorio senza Grandi Predatori, Sez. Grigioni

Hans Russi

081 844 01 41

GR

Pany in Prettigovia

19.30

Ass. per un Territorio senza Grandi Predatori, Sez. Grigioni

Rico Calcagnini

081 328 24 78

GR

 

 

Zafrauser Fluh, Maladers

19.30

Fam. Roman Nicolay, Maladers

081 253 32 05

 

Domenica 13 agosto 2017 al Marché-Concours di Saignelégier al corteo del Canton Ticino che era l’ospite d’onore sono sfilate anche una dozzina di capre della razza nera di Verzasca a rammentare che oltre al Ticino del turismo, delle industrie innovative e della ricerca esiste ancora anche un Ticino rurale. L’unica razza autoctona che secondo i dati della Federazione di allevamento caprino svizzero è a rischio di estinzione; anzi è la più a rischio tra tutte le razze svizzere. Il giorno seguente è purtroppo apparsa la conferma che in Val Morobbia è stata accertata la terza cucciolata di lupi e i media ci hanno sollecitato per una nostra presa di posizione.

di Armando Donati, Presidente Associazione per un territorio senza grandi predatori, sezione Ticino.

Impossibile non mettere in relazione i due avvenimenti.

Ovunque dove il lupo è in forte espansione, come in Italia e in Francia, da qualche decennio le predazioni sono in aumento e l’allevamento ovicaprino è in forte regressione. Anzi, anche l’allevamento bovino sugli alpi è a rischio, poiché branchi di lupi affamati attaccano anche vitelli e manze. Gli allevatori sono tribolati, provano ad adottare misure di protezione, ne avvertono i grossi limiti, si scoraggiano e smettono, a volte anche gridando al mondo il loro sconforto. È onestamente possibile ipotizzare che in Ticino non sarà così?

Abbiamo forse una stella in cielo che ci proteggerà dai lupi del nostro territorio e da quelli che giungono dall’estero?

Ma le statistiche della regressione dell’allevamento ovino e caprino ticinese non le conosce nessuno; spesso non vengono nemmeno pubblicate. Quelle riguardanti gli altri settori economici vengono aggiornate, pubblicate e commentate trimestralmente dandogli ampio spazio. E fanno opinione.

Un alpe che viene abbandonato, una stalla che chiude, un allevatore che smette, anzi tanti allevatori che smettono, non fanno notizia e non se ne parla. Quante stalle per ovini e caprini sono in costruzione in Ticino? Quanti allevatori stanno pensando di migliorare la propria struttura aziendale? Nessuno. Lo studio di Agridea intitolato “Analisi strutturale per la messa in opera di misure di protezione in Ticino”, costato 110’000.- fr. ai contribuenti e appena pubblicato, non fa che confermare quanto già si sapeva e riprende le conclusioni dello studio di Piattini del 2004 “Allevamento ovicaprino e ritorno del lupo nel Canton Ticino”, ossia che il 70% delle greggi non sono proteggibili.

E non saranno proteggibili nemmeno in futuro. Il territorio è quello. Impossibile cambiarlo. Gli allevatori vorrebbero proteggere le loro greggi, ma molto spesso non è fattibile.

Tante aziende destinate a smettere.

Ogni anno alcune aziende in meno, alcuni alpi in meno, ma anche molti capi di bestiame in meno. Poco per volta, farà meno male e nessuno se ne assumerà la responsabilità.

Le autorità federali e cantonali, i politici, l’opinione pubblica non se ne accorgeranno e tenteranno di far qualcosa quando sarà troppo tardi. Come capita spesso. Gli allevatori e gli abitanti delle valli, invece, patiranno in silenzio, uno stravolgimento epocale. Poi fra 10 o 20 anni qualcuno commissionerà uno studio per conoscere la situazione dell’allevamento ovicaprino e ci si meraviglierà che tutto è cambiato: il lupo sarà diventato il regolatore della nostra fauna selvatica, i prodotti tradizionali saranno un bel ricordo, il bosco avrà occupato il 60% del territorio cantonale, i posti di lavoro nelle valli saranno ridotti a poche unità nei servizi, i villaggi delle alte valli apparentemente belli, ma disabitati per buona parte dell’anno e il paesaggio montano meno variato a discapito anche della famosa biodiversità.

Fra 25 anni al corteo ticinese a Saignelégier ci saranno ancora le bandelle, i tamburini, le ginnaste, ma mancherà la capra nera di Verzasca e probabilmente anche diversi cavalli. Poco male, diranno in molti, vivremo ugualmente, è inevitabile.

Associazione per un Territorio senza Grandi Predatori
c/o Unione Contadini Ticinesi,
Via Gorelle 7, C. P. 447, 6592 S. Antonino
Tel: 091/851 90 90 – Fax: 091/851 90 98 – E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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