Vallese / Berna, 08.01.2015 - La gestione da parte della Confederazione per quanto riguarda i grandi predatori sta in contrasto, dal punto di vista del Professor Rainer Schumacher, con molteplici diritti fondamentali sanciti e contenuti nella costituzione federale. In questo ambito si richiedono  le dimissioni di Reinhard Schnidrig.

di Thomas Rieder, traduzione di Mario Costa

La risposta del Consiglio federale del 1. dicembre 2014, in merito all’eliminazione di un lupo senza rischio di punizione e mancando l'approvazione del governo in caso di autodifesa, soddisfa il professor Schumacher solo in parte. Egli accetta, dopo l’elaborazione della sua analisi giuridica, il rifiuto dell’autodifesa dal punto di vista del Consiglio federale, che un animale senza padrone non attaccherà mai in modo illegale ai sensi dell’Art. 15 del codice penale.

Egli insiste però che il Consiglio federale tenta di sminuire la rilevanza dell’Articolo 17 del Codice penale. Egli non esclude un atteggiamento senza punizione in caso di emergenza.

La volontà di Schnidrig imposta al Consiglio Federale

Il prof. Schuhmacher è infastidito dall’immensa spesa portata avanti dall’Ufficio federale per l’ambiente (UFAM) per il tramite del suo superiore a capo della sezione animali selvatici e biodiversità in merito alla gestione dei Grandi predatori. Qui si tenta con soldi dell’erario pubblico con cifre milionarie, di “imporre” alla Svizzera l’introduzione dei Grandi predatori, come il lupo e l’orso. Si fa notare qui l’intervento di Schnidrig con un obiettivo ben preciso, sostenuto dalla KORA (KOmmission RAubtiere), l’Associazione per la protezione degli animali (STS) e dal Gruppo Lupi Svizzera (GWS).

Rainhard Schnidrig

Petizione cinica

Queste associazioni hanno lanciato poco tempo fa una “Petizione per una migliore protezione delle pecore in montagna e più tolleranza verso i Grandi predatori” a mano delle autorità federali e cantonali. Le sei pretese qui contenute, sono definite ciniche in un saggio del professor Schumacher nella rivista “Montagna”, distribuita dall’ Associazione per le regioni di montagna SAB. Non può essere tollerato che delle cerchie urbane vogliano imporre, agli abitanti della montagna contro la propria volontà, non solo i Grandi predatori, ma pretendere che questi abitanti debbano limitare in modo rilevante le proprie attività e operosità a favore degli ospiti indesiderati.

Qui si intende anche la privazione della libertà e diritti di proprietà senza alcun risarcimento. Il professor Schumacher ritiene la petizione fuorviante e ingannevole. La petizione non mira alla protezione delle pecore in montagna, ma proprio il contrario. La petizione si dimostra, leggendo attentamente il testo, come il lupo con l’abito di pecora. Il parlamento deve finalmente dichiarare l’uscita dalla convenzione.

Si fa inoltre notare che le persone, specialmente i bambini e le fragili persone anziane, sono particolarmente esposte. La gestione dei Grandi predatori trascura e viola valori fondamentali dello Stato di diritto democratico.

In questo modo si violano i diritti fondamentali della libertà di movimento, come pure i diritti alla proprietà e la disponibilità del territorio. L’Ufficio federale dell'ambiente UFAM (BAFUin tedesco), assieme a STS, GWS e KORA, non solo calpestano il principio della proporzionalità, ma anche il genuino federalismo svizzero che si basa sul principio della sussidiarietà. Il professor Schuhmacher è convinto, che solo i gruppi di popolazione direttamente coinvolti hanno il diritto di decidere se vogliono acconsentire ai pericoli che nascono dalla presenza dei Grandi predatori.

Il Consiglio federale e completamente confuso.

Il Consiglio federale sembra sia completamente disorientato. Internamente è stato informato dal BAFU in modo scorretto, esternamente l?UFAM (BAFU) ha Informato l’Assemblea federale e con ciò il popolo svizzero in modo sleale e improprio. Un informazione opportuna richiedeva, che il pericolo derivante dal lupo secondo l’articolo 17 del codice penale, ci si poteva difendere senza punizione. La risposta del Consiglio federale doveva essere: L’eliminazione di un Grande predatore in Svizzera non viene punito se nasce un’emergenza secondo l’articolo 17 del codice penale.

Illegalità

Lo stato d’emergenza è stato sminuito da parte del Consiglio federale, che ha tentato di intimidire i cacciatori e altri gruppi, minacciando con conseguenze giuridiche. Questo comportamento non è solo ingiusto, ma illegale.

Richieste le dimissioni di Reinhard Schnidrig

Il Professor Schumacher chiede nella sua richiesta che il Consiglio federale metta in atto tutte le necessarie misure correttive. L’invito è rivolto particolarmente alla Consigliera federale Doris Leuthard. La posizione di Reinhard Schnidrig non può essere ulteriormente tollerata. Inoltre si rende necessario anche una separazione dalla KORA, quale filiale mascherata dell’UFAM (BAFU).

Finalmente si deve dichiarare l’uscita dalla Convenzione di Berna da tempo richiesta.

Quelle: Walliser Bote, Donnerstag, 8. Januar 2015

 

 

 

 

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