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02.09.2015, Valle Morobbia - Comunicato diramato dal presidente della sezione ticinese dell’Associazione per un territorio senza grandi predatori, Armando Donati, in relazione alla segnalazione di una muta di lupi in Val Morobbia (Ticino), a due passi dalla Città di Bellinzona.

Quale allevatore e presidente della sezione ticinese dell’Associazione per un territorio senza grandi predatori (ATsenzaGP) la prima idea che mi è tornata alla mente è il titolo di un fascicolo pubblicato in Francia nel 2014 da parte di quattro associazioni di allevatori e agricoltori: La fine annunciata dell’allevamento ovino e una minaccia per tutti gli animali allevati all’aperto.

Lupi in Valle Morobbia

Cucciolata di lupi in Valle Morobbia avvistata all'inizio di settembre 2015

Il fascicolo inizia con una testimonianza toccante di un allevatore di 34 anni il quale è tanto scoraggiato dai ripetuti attacchi da lupo, nonostante le misure di protezione adottate, che non vede futuro per la sua azienda di 400 ovini.

Seguono 10 argomentazioni, documentate, riguardo all’espansione del lupo in Francia e in Europa, ai problemi e ai costi causati agli allevatori, ma pure allo Stato. Si affronta l’argomento della protezione delle greggi, ma anche i pericoli per l’uomo dovuti a una protezione assoluta com’è stata finora.

Sulle Alpi francesi la situazione è ben più grave che in Ticino in quanto i primi attacchi risalgono al 1993. Ora si è giunti alla presenza di circa 400 lupi e di 10’000 capi sbranati ogni anno (pecore, capre, vitelli, cavalli e cani) nonostante le misure di protezione adottate. L’esasperazione degli allevatori è alta, ma la consapevolezza delle autorità riguardo alla gravità del problema altrettanto esplicita: in alcuni dipartimenti è stata autorizzata la caccia preventiva al lupo, ma nonostante questo, l’espansione continua. La ministra dell’ecologia signora Ségolène Royal ha inoltrato una richiesta alla Convenzione di Berna affinchè la protezione del lupo in Europa venga allentata.

Anche in Ticino, oltre agli allevatori che già da anni vanno sostenendo l’inconciliabilità della protezione del lupo con l’allevamento tradizionale di bestiame minuto, pure le autorità sono consapevoli che il futuro di molte aziende agricole è a rischio.

Perciò per tutto il mondo dell’allevamento ticinese questo è un giorno nero, è l’inizio di un cambiamento epocale, potrebbe essere la fine dell’allevamento tradizionale.

A nome dell’ATsenzaGP esprimo quindi solidarietà a tutti gli allevatori che sono stati e saranno confrontati con predazioni e oso dire: non scoraggiatevi ! Gli allevatori francesi non vogliono rinunciare ai loro animali e alla loro attività. Auguriamoci che anche noi possiamo fare altrettanto.

E a coloro che non sono allevatori e forse avranno salutato con entusiasmo l’insediamento della prima famiglia di lupi in Ticino, vorrei chiedere di immaginare soltanto per un attimo come diventerebbero le Valli ticinesi senza l’allevamento di bestiame minuto.

Armando Donati, presidente ATsenzaGP, sezione Ticino.    

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