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Comunicato stampa del 13 gennaio 2020 dell'Associazione per un territorio senza grandi predatori, sezione Ticino e dell'Unione Contadini Ticinesi:
Il referendum contro le modifiche della legge federale sulla caccia è un'azione sconsiderata.

L’Associazione per un territorio senza grandi predatori e l’Unione Contadini Ticinesi prendono atto che il referendum contro la revisione della legge federale sulla caccia approvata dalle Camere federali lo scorso dicembre è riuscito ed auspicano che il contradditorio tra le parti che porterà alla votazione popolare possa essere improntato a un confronto sulla base di fatti e dati oggettivi in modo che i cittadini possano scegliere in base a una presa di coscienza razionale della situazione e non per partito preso o per scelta ideologica.

Come spiegato nel comunicato stampa del Comitato nazionale contro il referendum, le modifiche di legge approvate dal Parlamento includono molti aspetti che migliorano notevolmente la protezione dell'ambiente e la gestione della caccia in generale. Il referendum è stato lanciato per l'insoddisfazione delle cerchie ambientaliste su alcuni provvedimenti che renderanno meno farraginosa la regolamentazione della popolazione di grandi predatori.

Ricordiamo che, contrariamente al lontano 1979, quando fu firmata la Convenzione di Berna che ne decretava la protezione assoluta, il lupo è ora in fortissima espansione in tutta Europa (nel 2018 tra 16’000 e 18’000 lupi stimati) e che è presente in tutti gli stati europei, tranne le isole. In Svizzera la popolazione di questi predatori è aumentata in vent’anni da 1-2 esemplari a oltre 50 (negli ultimi due anni si è passati da 4 a 8 branchi con le relative nuove cucciolate).

Dalla nostra esperienza ventennale e da quella degli allevatori delle nazioni confinanti, risulta che la convivenza tra animali al pascolo e presenza del lupo pone ovunque gravi problemi e in numerosi casi è praticamente impossibile. Questo fatto incontestabile sta portando alla chiusura di parecchie aziende agricole, poiché le misure di protezione che si possono adottare sono insufficienti e hanno conseguenze negative sul benessere degli animali, sul già scarso reddito degli allevatori e sulla qualità di vita dei pastori.

L’assoluta protezione di cui gode il lupo da diversi decenni avrà sempre maggiori conseguenze indesiderate sulla natura stessa dell’animale che non percepisce più l’uomo come una minaccia per la propria sopravvivenza. Di conseguenza già ora il lupo si avvicina alle abitazioni, preda anche di giorno, osa entrare nelle stalle e in futuro potrà diventare un pericolo anche per altri animali domestici e per l’uomo stesso.

Le nostre associazioni ribadiscono che l’allevamento tradizionale basato sul pascolo degli animali è una forma di gestione che porta grandi benefici agli animali stessi, è finanziariamente interessante anche per le aziende di montagna, permette la conservazione di una ricca biodiversità del territorio, evita l’inselvatichimento e l’abbandono della montagna e offre a tutta la popolazione prodotti di qualità con limitatissimo impatto ambientale.

La proposta del Consiglio federale, emendata e approvata a larga maggioranza dalle Camere federali, intende permettere all’autorità costituita (Confederazione e Cantoni) di fornire una risposta limitata ma razionale a un problema che in caso contrario, come avviene in nazioni a noi confinanti, verrebbe lasciato all’arbitrio di singoli individui oppure a gruppi costituiti (vedasi i numerosi atti di bracconaggio che si registrano in Italia).

Esprimiamo la massima solidarietà nei confronti degli allevatori e dei pastori toccati dal problema e invitiamo i medesimi a non perdersi d’animo e a non ipotizzare la cessazione di un’attività tanto preziosa per tutti i cittadini.

Auspichiamo infine che il dibattito sia franco e costruttivo, che possa chiarire gli aspetti positivi portati dalle modifiche legislative recentemente ratificate dalle Camere federali e che riesca a convincere i cittadini che un voto positivo è un'azione giusta e ponderata.

Associazione per un territorio senza grandi predatori, sezione Ticino

Unione Contadini Ticinesi

Per ulteriori informazioni:

Armando Donati, presidente ATsenzaGP sezione Ticino
(Tel.: 079 412 32 17; E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.);

Sandro Rusconi, vicepresidente ATsenzaGP sezione Ticino e membro del comitato svizzero a favore della revisione della Legge sulla caccia e contro il referendum
(Tel.: 079 375 68 76; E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.);

Germano Mattei, co-presidente ATsenzaGP Svizzera e membro del comitato svizzero a favore della revisione della Legge sulla caccia e contro il referendum
(Tel.: 079 428 40 59; E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.);

Omar Pedrini, presidente Unione Contadini Ticinesi
(Tel.: 079 436 18 25; E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.).