Mazzo (Sondrio) - Le popolazioni del Tiranese che in questi giorni hanno dovuto convivere con M25 hanno mostrato tutta la loro contrarietà alla presenza del plantigrado nell’incontro con gli esperti avvenuto venerdì sera 6 giugno 2014 nella sala consiliare del municipio di Mazzo

Si sono alzate vivaci proteste nei confronti degli esperti che hanno relazionato sulla presenza dell’orso in Provincia. «Tenetevi l’orso nei vostri uffici». «Voi prendete i soldi e noi dobbiamo rischiare la vita». «Vergogna». Sono le proteste levatesi da un’aula gremita.

Sala gremita dalla popolazione che numerosa ha partecipato all’incontro organizzato a Mazzo sull’orso

«Noi vogliamo un referendum per decidere la presenza dell’orso, ma devono far votare noi che viviamo qui a contatto con l’animale - afferma Beniamino Quadrio di Vervio. Non bisogna fare votare in città perché è ovvio che li sono favorevoli». Ha preteso spiegazioni anche il sindaco di Vervio, Enzo Quadrio: «Non è ammissibile che per tre giorni non si sapesse dove l’orso stava».

Ha ragioni da vendere Diego Quadrio, che accudiva l’asino che è stato sbranato dall’orso: «Ero solito passeggiare sempre con mia moglie dopo cena, ma adesso è impossibile: come si fa ad uscire di casa sapendo che c’è l’orso?». Applausi dell’intera platea per il grosino Enzo Curti: « Noi non siamo contrari alla presenza dell’orso, ma non deve essere problematica per l’uomo. Togliamo dal territorio quelli che creano problemi. Non è vero quanto asserito dagli esperti questa sera, ovvero che l’orso attacca animali incustoditi. Delle pecore erano custodite dai miei genitori e ciò nonostante l’orso ha agito. La Provincia ha il potere di agire, la presenza dell’orso sta limitando la fruizione del territorio nella vita quotidiana, bisogna toglierli subito.».

fonte:

 

http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/subito-un-referendum-contro-lorso-m25_1062152_11/

Ancora un asino cade vittima di M25 nella mattina di domenica 8 giugno 2014

Il plantigrado, ritornato in Valposchiavo, nei pressi di La Rösa ha predato un asino di un mese. L’asinello era assieme ad altri cinque esemplari in un recinto elettrico ma non a prova di orso. Così pubblica "Il Bernina" il giornale online della Valposchiavo (www.ilbernina.ch) secondo un'informazione dell’Ufficio per la caccia e la pesca dei Grigioni.

In Valposchiavo, su consiglio degli esperti, per evitare di attirare gli orsi, abbiamo messo al sicuro i rifiuti. Sui cestini a prova di orso ci hanno fatto pure scrivere: "Gli orsi meritano di più che i nostri rifiuti". L'orso M25, della specie "Ursus radiocollaris" ha letto la dicitura e ora, prendendo alla lettera il consiglio, quando viene in Valposchiavo, si ciba solo di giovani asini. 

Sarebbe da ridere, ma in realtà stiamo scherzando con l'incolumità delle persone. Ci hanno spiegato che l'orso si tiene lontano dai territori antropizzati, perché schivo e perché si nutre prevalentemente di vegetali. Forse questi esperti che ci consigliano, hanno studiato solo gli orsi bruni selvatici (Ursus actors), che vivono nelle grandi estensioni inabitate della Russia, del Canada e dell'Alaska. Questi si nutrono principalmente di materiale vegetale, tra cui radici e funghi. I pesci costituiscono la loro fonte primaria di carne, anche se possono uccidere piccoli mammiferi. 

Questa specie di orsi che visita costantemente la nostra valle è invece della specie "Ursus radiocollaris", è ancora poco conosciuta e si ciba al 95% di pecore e asini recintati. 

Come scritto già in un altro articolo, questa specie è stata creata con i fondi europei per essere introdotta negli ambienti totalmente antropizzati sulle Alpi. Viene allevato nel parco Adamello-Brenta e quando raggiunge l'età adulta viene munito di radiocollare e se ne va alla ricerca di nuovi territori antropizzati.

Ora aspettiamo che gli esperti ci diano nuovi consigli, perché i precedenti non sono serviti. 

 

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