Grosio, 09.07.2014 - Nove pecore uccise e altrettante disperse: questo il risultato dell’ultima cacciagione del lupo (o dei lupi) nei giorni scorsi sui monti di Grosio, e precisamente in località Varadega (2.400 metri di quota)

A questa predazione va aggiunta quella di una decina di giorni fa, nei boschi tra Trivigno e Aprica, e nei quali il lupo aveva già ucciso una dozzina di capi. Alla sua presenza va aggiunta, come sappiamo quella dell’orso M25, in questi giorni localizzato sulla strada di Guspessa, vicino a Trivigno.

 lupo

Il Comandante della Polizia Provinciale di Sondrio, sulle pagine de La Provincia di Sondrio rassicura: “La situazione non è allarmante, certamente non eravamo abituati alla presenza di due grandi predatori come l’orso e il lupo, ma io andrei per funghi in quella zona senza paura”.

Come più volte ricordato, gli allevatori che subiscono danni da parte dei grandi predatori vengono risarciti dagli uffici competenti della Provincia di Sondrio. Il timore e la preoccupazione di alcune persone verso questi animali, però, è un po’ meno controllabile.

fonte www.intornotirano.it

Commento di giona1951 9 luglio 2014 alle 7:04

Tranquilla gente, l’uomo del monte ha detto che lupi e orsi sono innocui, ci si può tranquillamente coricare vicini a loro e farsi coccolare, male che vada dovessero uccidervi i familiari saranno risarciti dagli Uffici competenti della Provincia con buona pace di tutti…….

Ardentemente spero succeda mai nulla di grave e irreparabile, le pecore si possono anche risarcire le persone forse un pò meno. Se poi il sig. Comandante vuole andare tranquillamente a funghi faccia pure, lo faccio pure io, ci penso però due volte prima di mandarci i miei figli. 

Recent comments

  • Ospite (Conni73)

    Ahia!!!! Se iniziano a moltiplicarsi (razzare) in Italia presto avrete un invasione oltre frontiera...altro che i lupi della Val Calanda...svegliatevi!!!
    Like 0
View other comments

ASIAGO 04.07.2014 - Una decina di mucche sbranate nel giro di due settimane e mandrie disperse con capi feriti. L'orso M4 è fonte di allarme sociale

La libertà dell’orso M4 ha le ore contate. Il sottosegretario all’ambiente, la padovana Barbara Degani, ha dato il via libera alla cattura e radiocollarizzazione dell’esemplare. Una decisione presa dopo il parere positivo dell’Ispra. «Per evitare altri eventi predatori da parte dell’orso bruno sull’Altopiano di Asiago fonte di allarme sociale - spiega Degani - abbiamo consentito la radiocollarizzazione". Ecco che così gli alti funzionari sperano di aver risolto il problema e lasciano la popolazione e gli allevatori nell'ansia e nella paura. Dobbiamo ora solo attendere il primo attacco ad una persona.

Mucca dilaniata da orso

Gli esperti trentini hanno sottolineato la difficoltà di gestione di M4. «Questo esemplare - scrivono nel loro resoconto - analogamente a quanto registrato in passato, ha provocato ripetuti danni a carico di bovini al pascolo negli alpeggi ed è monitorato in modo stretto al fine di intraprendere la procedura per la cattura del soggetto per radiocollarizzazione».

Conteggiando il suo "trascorso" oltre alle 5 manze, 4 vacche adulte ed 1 vitello uccise recentemente sull'Altopiano (a cui si aggiungono altri tre bovini uccisi in trentino) a M4 vengono attribuite 15 bovini uccisi sul Monte Baldo nel 2013 (8 sul versante trentino e 7 su quello veneto) tanto che già l'anno scorso il servizio foreste e fauna trentino si era attivato per catturarlo ma la diffidenza dell'orso che lo portava a non ritornare sulle prede ha mandato a vuoto numerosi tentativi di cattura.

Mucca dilaniata da orso

È la fotografia della situazione di difficoltà in cui si trovano agricoltori, allevatori e operatori turistici dell'Altopiano di Asiago che descrive Costantino Toniolo (Ncd), presidente della commissione bilancio del Consiglio regionale nella sua interrogazione a risposta immediata presentata alla Giunta regionale. «In queste ore le categorie degli allevatori si sono fatte sentire per via dei danni diretti arrecati dai plantigradi alle mandrie presenti a Malcesina e in val Galmarara per l'alpeggio - spiega Toniolo - Agli allevatori la Regione deve garantire modalità e tempi certi di ristoro dei danni causati dalla fauna selvatica ai capi di allevamento e andare loro incontro per mettere in opera difese specifiche per i capi di bestiame».

Mucca dilaniata da orso

Toniolo, intanto, ricorda nell'interrogazione che durante l'estate sul territorio altopianese i bovini in alpeggio sono molto numerosi e si contano oltre 100 malghe in cui si pratica l'allevamento. Un comparto quello dei Sette comuni che costituisce per estensione dei pascoli e per numeri, il più importante sistema di alpeggio dell'intero arco alpino. «L'altra preoccupazione riguarda il turismo», continua Toniolo: «alcuni operatori mi hanno contattato dicendomi che sono preoccupati per l'immagine dell'Altopiano con la presenza di orsi così aggressivi verso le attività di allevamento».

Ora gli esperti, operatori, funzionari e burocrati, grazie ad M4 radiotrasmittente, avranno altri e nuovi dati gps di un orso della nuova specie "ursus radiocollaris" da analizzare, fare studi e concludere che il progetto "live ursus" contribuisce a a migliorare il rapporto uomo-natura.

L'Associazione per un Territorio senza Grandi Predatori ritiene invece che rintrodurre e proteggere a tutti i costi animali predatori vicino alle zone antropizzate è errato e senza senso. È un modo per ingannare le coscienze collettive con un argomento di discussione che ha le apparenze di protezione del’ambiente e ritorno romantico ad una vita secondo natura.

 

Recent comments

  • Ospite (Conni)

    Certo che è insensato ma fatelo capire al WWF e Company che hanno sempre i politici (corrotti) dalla loro parte!!!!! è una vergogna :-(
    Like 0
View other comments

(26-05-2014) A Dimaro, in Val di Sole, non lontano dalla stazione sciistica di Marilleva, un ex maestro di sci di 63 anni, Sisino Zanella è stato aggredito da un'orsa

L'uomo era nei boschi di Dimaro con il suo cane, dove si era recato per controllare la legnaia di un amico. L'uomo si è incuriosito perché ha scorto un orsetto nelle vicinanze… subito dopo mamma orsa ha aggredito l'uomo che è tuttavia riuscito a mettere in fuga l'animale con il bastone che aveva con sé. «Quando ha aperto la bocca, era talmente grande che ci poteva star dentro la mia testa», ha spiegato Zanella al Corriere delle Alpi, spiegando di aver dato diversi colpi all'animale. Il cane che era con lui è subito scappato.

Sisino Zanella

Un incontro decisamente terrorizzante per l'uomo che sulla via del ritorno ha subito avvertito il figlio temendo di essere ancora inseguito dal plantigrado. Arrivato a casa l'uomo si è messo subito a letto per superare lo choc. Secondo quanto affermano gli esperti non si tratterebbe tuttavia di un vero e proprio attacco quanto di una sorta di "avvertimento" messo in atto da mamma orsa che, com'è naturale, è spinta a difendere il cucciolo. Proprio l'incontro con i cuccioli di orso è di fatto l'unica situazione realmente pericolosa se si entra in contatto con un orso perché la madre può ritenere l'uomo una minaccia per il cucciolo. L'orso in Trentino era quasi estinto negli anni novanta, ne rimanevano pochissimi esemplari, poi è stato reintrodotto con il progetto Life Ursus e adesso si contano almeno 40 esemplari nel Parco Adamello Brenta.

Fonte: http://www.dovesciare.it

Recent comments

  • Ospite (Sofia Battisti)

    giro da sola per i boschi sull'altopiano di Asiago in perfetto silenzio per non disturbare gli animali, attenta a non spaventare le diverse vipere che incontro per non essere morsa. Noi umani facciamo parte dell'ecosistema tanto come gli orsi. Quando vogliamo essere padroni assoluti, introdurre, con...
    Like 0
  • Ospite (Conni73)

    Perché gli inconvenienti capitano sempre ai soliti malcapitati??? Ma gli ambientalisti, animalisti ecc...non si recano mai nel bosco in cerca di avventure dato che gli orsi sono innocui??? No loro predicano dal pulpito dietro ad una scrivania e dal pc...!!!
    Like 0
View other comments

SUI MONTI DI BREIL IN VAL ROJA (Ventimiglia, Italia): 50 pecore sbranate - I pastori furiosi

di Gian Piero Moretti

(Ventimiglia 1. giugno 2014) “Se non interverranno le autorità utilizzeremo tutti i mezzi a nostra disposizione per difendere i nostri greggi”.

I pastori della Val Roja hanno deciso di imbracciare le doppiette e di farsi giustizia da soli. Sono furiosi perchè in meno di 48 ore hanno trovato nei pascoli del Parco del Mercantour 38 fra pecore e agnelli morti. Sbranati dai lupi. Un'altra dozzina di animali è stata trovata senza vita e con le carni dilaniate nella zona di Allos.

lupo pecore

Cinquanta ovini sbranati. E non sono i soli: gli allevatori della zona denunciano un fortissimo aumento delle aggressioni. “Sono state 113 nei primi tre mesi dell'anno mentre fra gennaio e marzo del 2013 gli attacchi ai nostri greggi erano stati 82. Ora, se non intervengono le autorità utilizzeremo tutti i mezzi a nostra disposizione per contrastare le aggressioni da parte dei lupi”

Fonte: http://www.puntosanremo.it

Recent comments

  • Ospite (Pecoraio fallito)

    Ma che stai dicendo scemo?! Qui siamo tutti liberi e felici, tanto la UE ci paga le pecore sbranate, e che ci importa del resto? Basta che che entrano soldi.
    Like 0
  • Ospite (Alan)

    Pecoraio, bada bene dove vivi, in una nazione di cialtroni addomesticati dal cristianesimo e dal sionismo americano, che seguono il calcio come la messa domenicale e pascolano nei supermercati come pecore da macello. Cosa speri ancora di ricavare dal tuo mestiere, tu, ormai ostaggio di Bruxelles e ...
    Like 0
  • Ospite (Pecoraio furioso)

    Voi due siete dei stupidi! I lupi tengono uccise i miei anielli e mo mi sono stangato che la reggione non mi paga niende! Mio cuggino a preso il potto d'arme e tiene sembre il fucile in mano quando va a portare le pecore, ma io che sono piu civile e ostruito di lui ciò la macchina quando porto le ca...
    Like 0
View other comments

La petizione e le rispettive firme, contrariamente a quanto preannunciato dal WWF, non  sono state consegnate fino ad oggi. Così ci scrive il Direttore del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste dei Grigioni, Dott. Mario Cavigelli, Presidente del Governo

(Poschiavo, 27.06.2014) La petizione del WWF a favore di M25 era solo una mossa pubblicitaria per fare propaganda ad un orso con il radiocollare. Il WWF ha abusato a questo scopo di uno dei diritti politici fondamentali della Svizzera. Il Governo del Cantone dei Grigioni, su nostra richiesta, prende posizione sulla validità della petizione e ci scrive:

"La petizione e le rispettive firme, contrariamente a quanto preannunciato dal WWF, non ci sono state consegnate fino ad oggi. A motivazione del ritardo il WWF adduce motivi tecnici e questioni sulla tutela dei dati personali ancora da risolvere."

Quali motivi tecnici ci saranno? Noi riteniamo che i motivi siano altri. È anche infantile nascondersi sotto questioni di tutela dei dati personali. La petizione è una raccolta di dichiarazioni di persone che sottoscrivono pubblicamente il testo della petizione con firma autografa, nome cognome e indirizzo, in modo che siano identificabili dalle autorità preposte. Il WWF con questa azione pubblicitaria disonesta ed illegale si è semplicemente rovinato la sua reputazione.

Scarica la lettera del Presidente del Governo del Cantone dei Grigioni

 

 

Visite agli articoli
773295

Abbiamo 20360 visitatori e un utente online

  • yhemiguf