Auspicando il sostegno dei parlamentari e quello delle regioni urbane Il 3 marzo a Berna il Comitato direttivo dell’Associazione per un Territorio senza grandi predatori ha informato, unitamente alle Federazioni agricole, una delegazione di Deputati al Consiglio degli Stati e al Consiglio nazionale sulla situazione di disagio causata dalla presenza dei grandi predatori in Svizzera (lupo, lince, sciacallo dorato e orso).

In tale occasione i presenti sono stati sensibilizzati sulla necessità di denunciare la Convenzione di Berna (datata anno 1979) e sull’opportunità di sostenere la mozione Rieder (Imoberdorf) che chiede la modifica della legge sulla caccia, in modo da poter cacciare il lupo durante tutto l’anno.

Questa mozione sarà discussa dal Consiglio degli Stati il prossimo 9 marzo. L’Associazione per un territorio senza grandi predatori ha inoltre presentato i temi basilari della sua attività, quali il mantenimento del territorio rurale e alpino abitato, economico e agricolo della Svizzera, la protezione della popolazione, la salvaguardia dell’allevamento e dell’alpeggio, la gestione dei conflitti con il turismo, nonché la definizione della trasparenza dei costi causati dai grandi predatori.

Le istanze politiche sono ora deposte. L’Associazione auspica la loro attuazione nell’interesse della popolazione delle regioni rurali e alpine, auspicando il sostegno dei parlamentari e quello delle regioni urbane.

Ulteriori informazioni:

Germano Mattei, cell. 079 428 40 59

Co-presidente Associazione Svizzera per un Territorio senza grandi predatori  

 

 

Berna, 10.02.2016 - Secondo la pubblicazione dei servizi del Parlamento del 5 febbraio 2016 la maggioranza della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati ha votato in favore della mozione del vallesano René Imoberdorf.

Quest’ultima chiede la modifica della legge sulla caccia affinché il lupo possa essere cacciato. Siccome questo non è affatto conciliabile con la permanenza nella Convenzione di Berna, che classifica il lupo quale specie faunistica «assolutamente protetta», la Svizzera dovrà uscire da questa Convenzione, con l’opzione di un rientro semmai con una riserva nei confronti del lupo.

Palazzo federale

La Commissione ritiene le misure adottate finora, come la protezione dei greggi e l’abbattimento di singoli lupi che provocano danni, siano insufficienti. L’incremento del numero di lupi deve essere frenato intervenendo in modo efficace sulla loro popolazione, come dimostrano le esperienze fatte in diversi paesi d’Europa.

Nonostante la sua cacciabilità, il lupo troverebbe abbastanza protezione nei parchi naturali e nelle zone di bandita di caccia. L’Associazione territorio senza grandi predatori grigionese, che si impegna per il mantenimento e la cura delle zone di montagna e per la protezione della popolazione dai grandi predatori, si rallegra della decisione della Commissione.

Essa spera che nel corso della prossima sessione la mozione Imoberdorf sia sostenuta e che la situazione scandalosa della mancata realizzazione della mozione Fournier dell’anno 2010, che già allora chiedeva l’uscita dalla Convenzione di Berna, venga finalmente regolata.

Per gli abitanti della montagna una legislazione fondamentale che permetta di regolare non solo le popolazioni di lupi, ma di tutti i grandi predatori, sono di capitale importanza, prima che sia troppo tardi. Già oggi diversi alpeggi non sono più caricati a causa dei danni provocati dai lupi.

In mancanza di misure più efficaci risulterà sempre più difficile contenere l’inselvatichimento delle regioni colpite e frenare lo spopolamento delle vallate di montagna.

Rico Calcagnini, portavoce dell’Associazione Territorio senza grandi predatori

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  • Ospite (Giovanni)

    Vergognatevi !!!!! Altro che montagna viva vi dovrebbero chiamare montagna morta
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L’Associazione Svizzera per un Territorio senza grandi predatori è preoccupata per quanto propone la nuova stratega federale per la gestione dei grandi carnivori (lupo e lince). Constatato che la stessa è inefficace per fronteggiare la problematica, chiediamo ai Parlamentari di attivarsi per trovare soluzioni adeguate

Berna, 02.02.2016 -  Il 2015 è stato un anno nefasto per gli allevatori di bestiame nelle regioni di montagna. Malgrado le misure di protezione adottate, le perdite causate dai grandi predatori sono aumentate. Le conseguenze sugli alpeggi e per gli agricoltori stessi sono spesso drammatiche. I costi a carico della Confederazione, dei Cantoni e delle persone toccate da queste problematiche sono aumentati in maniera sproporzionata.

A causa di questa situazione, un numero importante di alpeggi di pecore e capre sono in pericolo di abbandono. Tradizioni e prodotti nostrani tradizionali sono a rischio di sparizione. Si rileva che i lupi perdono proghessivamente la loro paura nei confronti dell’essere umano e si avvicinano sempre più ai centri abitati. Nel 2003, la Commmissione federale dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia (CAPTE) del Consiglio nazionale ha inviato un postulato al Consiglio federale.

Questa richiesta domandava l’adattamento del “concetto Lupo Svizzero” per essere compatibile con la custodia tradizionale degli animali in montagna, senza introdurre gravose restrizioni. Queste rivendicazioni non sono state purtroppo considerate nell’alaborazione del nuovo concetto quadro relativo ai lupi e alle linci (19.01.2016).

I lupi e i loro misfatti si stanno estendo alla totalità dell’arco alpino. In Francia, in Italia e in Germania i lupi sono diventati un vero problema. La ministra francese dell’ecologia, Ségolène Royal, ha autorizzato la caccia ai lupi, in modo da assicurare la gestione della situazione. In Italia, i proprietari di pecore e di capre, confrontate con l’immobilismo delle autorità, hanno adottato delle iniziative personali. In Germania sono segnalate delle aggressioni a esseri umani, mentre in Austria si stanno varando delle misure di protezione dei greggi stessi.

È giunto il momento di varare misure efficaci, in modo di far fronte agli attacchi dei lupi e degli altri grandi predatori. L’Associazione nazionale per un Territorio senza grandi predatori chiede ai Parlamentari federali di esercitare la loro influenza sul Consiglio federale affinchè gli interessi degli agricoltori e allevatori di montagna siano considerati seriamente in modo di gestire la crescente popolazione dei lupi.

Concretamente è necessario di: • Mettere in esecuzione la mozione Fournier che propone di denunciare la Convenzione di Berna, in modo da ridurre il grado di protezion del lupo, e non di favorire la sua reintroduzione.

  • Adottare l’iniziativa cantonale del Canton Vallese che chiede alla Confederazione di rendere esecutive le decisione adottate dal Parlamento federale.
  • Accettare la mozione (Imoberdorf) Rieder, in modo che il lupo sia inserito tra le speci caccciabili.
  • Adottare la mozione Schmid che domanda che le bestie generate da incroci creati dall’uomo tra lupi e cani (ibridi) siano eliminati.

Almeno 20'000 lupi sono presenti in Europa, questa realtà dimostra che questa spece non è in via di estinzione. Al contrario sta colinizzando i nostri territori. È oggi impellente decidere di gestire questa popolazione, in modo da ridurre le fonti di conflitto con la presenza dell’uomo e delle sue atttività di gestione attiva del territorio. Le diverse iniziative parlamentari presentate qui sopra, costituiscono una forma pragmatica per confrontarsi efficaciemente alle sfide costituite dalla presenza dei grandi predatori, come il lupo, l’orso, la lince e, novità recente, il sciacallo dorato.

Informazioni:

Georges Schnydrig, cel. 078 736 62 58

Germano Mattei, cel. 079 428 40 59

Co-presidenti Associazione Svizzera per un Territorio senza grandi predatori  

29.01.2016, BELLINZONA - Le opinioni divergenti all'interno dei Verdi ormai non sono più una novità. Ma che perfino sulla difesa del lupo ci fossero idee diverse, beh, questo un po' sorprende. Pierluigi Zanchi e Ivano Vosti criticano infatti duramente la posizione assunta dal gruppo parlamentare nella discussione avvenuta lunedì in Gran Consiglio sulla protezione del grande predatore.

fonte: www.liberatv.ch

"In qualità di membri del Comitato Cantonale dei Verdi - si legge in un comunicato diffuso dai due esponenti - ci teniamo a distanziarci totalmente da quanto è stato votato dal Gruppo dei Verdi in Gran Consiglio l’altro ieri a sostegno dell'iniziativa della deputata Patrizia Ramsauer (Lega) "Ma il lupo non deve morire". I fatti sono molto chiari e il sostegno dei nostri deputati denota una totale mancanza di visione (soprattutto pratica) sulla questione del lupo e la conoscenza del nostro territorio. In realtà è che non c'è più bisogno di proteggerlo; il lupo è tornato da solo; ora ci sono da proteggere agricoltori e bestie sugli alpeggi".

Pierluigi Zanchi

Pierluigi Zanchi

"Ed uno dei problemi di fondo - scrivono ancora Zanchi e Vosti - è che vi sono molte complicazioni e costi per i contadini per farsi risarcire i danni subiti; in pratica è maledettamente difficile ricuperare i soldi della perdita dei capi sbranati; e non è tutto; se ti muoiono delle capre o delle pecore il valore da risarcire non è solo delle bestie sbranate ma tutta la perdita che queste bestie avrebbero fornito durante l'anno sottoforma di latte, formaggini, agnelli o capretti; senza contare che un gregge traumatizzato dall’evento produrrà a sua volta meno latte; la domanda è : "chi difende il lupo, è disposto a pagare anche per questi “danni collaterali”? Inoltre riteniamo paradossale e improponibile il fatto di risolvere il problema recintando gli alpeggi. Su questo punto si denota una totale conoscenza del territorio. C'è poi il discorso di autosufficienza alimentare da prendere in considerazione; e sugli alpeggi non ci crescono mais, patate, soia o pomodori; c'è solo l'erba, che è quella che permette di avere una certa sicurezza alimentare grazie alle bestie allevate. È pure una questione di protezione del paesaggio alpestre, così duramente ottenuto dal lavoro dei nostri avi".

"Infine, concludendo, diciamo che se proprio dobbiamo scegliere fra chi non far morire, tra una famiglia di agricoltori con le loro bestie e un lupo,...non abbiamo dubbi su chi scegliamo. È proprio vero che la fame di oggi non è più al stessa di ieri. Per questo motivo abbiamo aderito anche all’Associazione ticinese contro i grandi predatori", termina il comunicato.

26.01.2016, BELLINZONA – Attenti al lupo! E il dibattito in Gran Consiglio si accende. Nella prima seduta dell'anno il Parlamento si è occupato anche della presenza in Ticino del grande predatore.

di AELLE www.liberatv.ch

Merito di una un'iniziativa della leghista Patrizia Ramsauer che chiedeva l'obbligo per gli agricoltori di proteggere le greggi con recinti elettrici, cani o grazie alla sorveglianza da parte dei pastori. "E che i lupi non vengano uccisi!", affermava altresì perentoriamente la deputata. "Ma il Cantone non ne ha mai abbattuto nemmeno uno poiché considerati animali protetti dalla legge federale", le ha risposto sul punto il suo Consigliere di Stato Claudio Zali nel corso della discussione.

In ogni caso, al di là del merito e del risultato (l'iniziativa come previsto è stata ampiamente respinta), il tema lanciato da Ramsauer è stato l'occasione per un nuovo confronto parlamentare tra quelli, per dirla sempre con Zali, che "pensano che l'unico lupo buono è quello morto", e i sostenitori della convivenza tra le greggi e i grandi predatori. Con diverse gustose battute.

Gli avversari del lupo, perdonateci la semplificazione, hanno posto l'accento sulla tutela dei lavoratori del settore e, di conseguenza, su quella dei loro prodotti. Troppo facile tifare km/0 e poi mettere in crisi gli allevatori di montagna non proteggendoli dalla minaccia e dai danni del lupo. "A rischio di estinzione – ha detto ad esempio Luigi Canepa per il PPD - non sono più i grandi predatori ma gli agricoltori". Appassionato anche l'intervento del leghista Andrea Zanini, che lavora nel settore e che si è battuto contro l'iniziativa della sua collega di partito Ramsauer. Zanini ha puntato il dito contro l'ipocrisia e la scarsa conoscenza che, a suo dire, regna verso il mondo dell'allevamento. Una frase su tutte: "Molti in quest'aula rimarrebbero scandalizzati se al pomeriggio vedessero l'uccisione di un maiale, ma la sera si metterebbero tranquillamente davanti alla tv, guardano senza sussulti la morte di esseri umani".

Il PS si è diviso ma la maggioranza non ha sostenuto Ramsauer. "Non vogliamo gridare al lupo – ha detto Henrik Bang - ma il crescente numero di avvistamenti dovrebbe preoccupare il Consiglio di Stato. Il problema potrebbe presto esplodere".

A sostegno del grande predatore senza se e senza ma i Verdi. "La convivenza con i predatori non solo è possibile ma è necessaria, sia da un punto di vista ecologico che etico", ha detto Tamara Merlo. "La presenza dei lupi sul territorio migliora anche la gestione degli ungulati. Proviamo dunque a provare a pensare per una volta di non prendere il fucile due volte: una per abbattere il lupo e l'altra per uccidere gli ungulati. Lasciamo fare alla natura il suo corso, aiutando gli agricoltori a proteggere le greggi".

Germano Mattei

Germano Mattei

Infine, Germano Mattei che come rappresentante di Montagna Viva non poteva non dire la sua: "Gli allevatori di montagna sono indignati per la poca considerazione del loro lavoro. Si chiedono se per loro c'è ancora un futuro". Ma Mattei si è spinto oltre, evocando rischi anche per il settore turistico. "Dopo l'avvistamento del lupo a Cerentino, i turisti chiedevano se non era pericoloso andare a sciare a Bosco Gurin. Non vogliamo sterminare i lupo ma solo che ci sia un fronte per fermare quella che è una vera e propria invasione. L'unica specie in via d'estinzione è l'uomo alpino".

AELLE

fonte: http://www.liberatv.ch

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