Un esemplare maschio di 110 chili è stato ucciso sui binari tra Zernez e S-chanf la notte scorsa. (FOTO) Si tratterebbe del plantigrado avvistato negli scorsi giorni.

Zernez, 9 aprile 2016 - La notte scorsa un orso è stato ucciso da un treno in Alta Engadina. L'incidente è avvenuto tra Zernez e S-chanf, riferisce l'Ufficio grigionese per la caccia e la pesca.

Verunfallter Baer

Il corpo dell'animale, un maschio di 110 chili, sarà esaminato dall'università di Berna. La vittima, un giovane maschio di 110 chili, è verosimilmente M32, l'orso avvistato nell'ultima settimana in diversi posti della Bassa Engadina (vedi correlati): era passato da Strada, Tschlin, Seraplana, Sent, Ftan e Susch, in direzione dell'alta Engadina.

Ancora ieri era stato osservato dal guardacaccia. Ha messo fine ai suoi giorni l'ultimo treno della giornata delle Ferrovie Retiche (RhB). La locomotiva non ha riportato danni. Già nel maggio del 2012 un orso, denominato M13, era stato investito da un treno nei Grigioni (vedi correlati). L'animale era però sopravvissuto allo scontro con l'ultimo convoglio in viaggio tra Scuol (Bassa Engadina) e Klosters (Prettigovia).

Stimati soci e simpatizzanti di ATsenzaGP

Siete gentilmente invitati alla 4° assemblea ordinaria, convocata per

sabato 23 aprile 2016, alle ore 20.00, presso l’Hotel Zarera, 7742 Sfazù,

per deliberare sul seguente

ORDINE DEL GIORNO

  • 1. Introduzione
  • 2. Nomina scrutinatori
  • 3. Approvazione dell’ordine del giorno
  • 4. Verbale della 3° assemblea ordinaria
  • 5. Relazione del presidente
  • 6. Rapporto cassa
  • 7. Rapporto dei revisori
  • 8. Quota sociale 2017
  • 9. Attività prevista nel 2016-2017 10.

Interventi ospiti:

co-presidente Georges Schnydrig dell’Associazione svizzera per un territorio senza grandi predatori

Il comitato direttivo propone di lasciare invariato la quota sociale a 30 franchi svizzeri per i singoli soci e a 50 franchi svizzeri per le associazioni.
Invitiamo i soci a voler versare la tassa sociale ed eventuali contributi di sostegno con la polizza allegata. Sono benvenuti anche ritardatari del 2015.
Chi desidera volantini è pregato di richiederli al nostro indirizzo, precisando la lingua.

San Carlo marzo 2016 Il Presidente: Otmaro Beti 

Indirizzo postale:
ATsenzaGP
Casella Postale
7742 Poschiavo

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Conto bancario ATsenzaGP IBAN: CH02 8110 3000 0046 7914 8

Auspicando il sostegno dei parlamentari e quello delle regioni urbane Il 3 marzo a Berna il Comitato direttivo dell’Associazione per un Territorio senza grandi predatori ha informato, unitamente alle Federazioni agricole, una delegazione di Deputati al Consiglio degli Stati e al Consiglio nazionale sulla situazione di disagio causata dalla presenza dei grandi predatori in Svizzera (lupo, lince, sciacallo dorato e orso).

In tale occasione i presenti sono stati sensibilizzati sulla necessità di denunciare la Convenzione di Berna (datata anno 1979) e sull’opportunità di sostenere la mozione Rieder (Imoberdorf) che chiede la modifica della legge sulla caccia, in modo da poter cacciare il lupo durante tutto l’anno.

Questa mozione sarà discussa dal Consiglio degli Stati il prossimo 9 marzo. L’Associazione per un territorio senza grandi predatori ha inoltre presentato i temi basilari della sua attività, quali il mantenimento del territorio rurale e alpino abitato, economico e agricolo della Svizzera, la protezione della popolazione, la salvaguardia dell’allevamento e dell’alpeggio, la gestione dei conflitti con il turismo, nonché la definizione della trasparenza dei costi causati dai grandi predatori.

Le istanze politiche sono ora deposte. L’Associazione auspica la loro attuazione nell’interesse della popolazione delle regioni rurali e alpine, auspicando il sostegno dei parlamentari e quello delle regioni urbane.

Ulteriori informazioni:

Germano Mattei, cell. 079 428 40 59

Co-presidente Associazione Svizzera per un Territorio senza grandi predatori  

 

 

Berna, 10.02.2016 - Secondo la pubblicazione dei servizi del Parlamento del 5 febbraio 2016 la maggioranza della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati ha votato in favore della mozione del vallesano René Imoberdorf.

Quest’ultima chiede la modifica della legge sulla caccia affinché il lupo possa essere cacciato. Siccome questo non è affatto conciliabile con la permanenza nella Convenzione di Berna, che classifica il lupo quale specie faunistica «assolutamente protetta», la Svizzera dovrà uscire da questa Convenzione, con l’opzione di un rientro semmai con una riserva nei confronti del lupo.

Palazzo federale

La Commissione ritiene le misure adottate finora, come la protezione dei greggi e l’abbattimento di singoli lupi che provocano danni, siano insufficienti. L’incremento del numero di lupi deve essere frenato intervenendo in modo efficace sulla loro popolazione, come dimostrano le esperienze fatte in diversi paesi d’Europa.

Nonostante la sua cacciabilità, il lupo troverebbe abbastanza protezione nei parchi naturali e nelle zone di bandita di caccia. L’Associazione territorio senza grandi predatori grigionese, che si impegna per il mantenimento e la cura delle zone di montagna e per la protezione della popolazione dai grandi predatori, si rallegra della decisione della Commissione.

Essa spera che nel corso della prossima sessione la mozione Imoberdorf sia sostenuta e che la situazione scandalosa della mancata realizzazione della mozione Fournier dell’anno 2010, che già allora chiedeva l’uscita dalla Convenzione di Berna, venga finalmente regolata.

Per gli abitanti della montagna una legislazione fondamentale che permetta di regolare non solo le popolazioni di lupi, ma di tutti i grandi predatori, sono di capitale importanza, prima che sia troppo tardi. Già oggi diversi alpeggi non sono più caricati a causa dei danni provocati dai lupi.

In mancanza di misure più efficaci risulterà sempre più difficile contenere l’inselvatichimento delle regioni colpite e frenare lo spopolamento delle vallate di montagna.

Rico Calcagnini, portavoce dell’Associazione Territorio senza grandi predatori

Recent comments

  • Ospite (Giovanni)

    Vergognatevi !!!!! Altro che montagna viva vi dovrebbero chiamare montagna morta
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