Le ridicole misure proposte dai soliti esperti a tavolino ci sono costate un patrimonio, non sono servite a tener lontano M25 dalla Valposchiavo e ora torna la paura

Secondo l’Ufficio per la caccia e la pesca dei Grigioni, M25, avrebbe sbranato un asino in Valposchiavo. L’asino si trovava assieme ad altri cinque asini su un pascolo recintato nel comune di Brusio. Già venerdì correvano voci che il giovane orso M25, sconfinato in Austria, si trovasse a Bever e quindi fosse rientrato in territorio elvetico.

È assurdo

Ci hanno fatto spendere una cifra insensata per proteggere i rifiuti lungo il Passo del Bernina, abbiamo recintato pecore e asini, ci hanno fatto recintare gli apiari in modo pericoloso per noi, abbiamo dovuto sentire le ridicole misure di comportamento, ma M25 ignora gli esperti. 

La tragica commedia di M13 e di JJ3 si ripete.  Spenderemo un altro mezzo milione per M25 e dopo una povera vita trascorsa col radiocollare a prendersi pallottole di gomma dolorose, finirà tragicamente, con tutto il corollario di sentenze degli esperti che diranno che la colpa è nostra. Il WWF l'ha già capito e ha lanciato una petizione per salvare M25. 

Ma ormai il buon senso ci ha lasciato e il WWF con gli integralisti verdi vogliono assolutamente introdurre sulle Alpi questa particolare specie di orsi del radiocollare: Ursus radiocollaris. A questo esemplare di specie artificiale il "Gruppo Lupo Svizzera" ha persino dedicato un concorso per dargli un nome: Rock&Roll il nome scelto per M25, che denota quanto innaturale sia l'operazione e quanto strumentalizzato sia M25.

Ursus radiocollaris

L'Ursus radiocollaris si distingue dagli orsi bruni selvatici (Ursus actors), che vivono nelle grandi estensioni inabitate della Russia, del Canada e dell'Alaska, che si nutrono principalmente di materiale vegetale, tra cui radici e funghi. I pesci costituiscono la loro fonte primaria di carne, anche se sulla terraferma possono uccidere piccoli mammiferi. Catturano occasionalmente anche mammiferi più grandi, come i cervi.

L'Ursus radiocollaris invece è una specie nuova, creata dagli esperti di Bruxelles con i fondi europei per essere introdotta negli ambienti totalmente antropizzati sulle Alpi. Viene allevato nel parco Adamello-Brenta e quando raggiunge l'età adulta viene munito di radiocollare e se ne va alla ricerca di nuovi territori antropizzati. Assomiglia all'orso bruno, ma si distingue oltre che per il suo radiocollare, soprattutto per la sua alimentazione. A differenza degli orsi bruni della Russia, del Canada e dell'Alaska, che hanno una dieta molto vegetariana, l'orso del radiocollare disdegna le bacche, i funghi, le radici e anche i rifiuti domestici e preferisce mangiare carne fresca di pecore e asini integrando la dieta con il miele. 

Purtroppo questa alimentazione è disponibile solo vicino ai centri abitati e questo crea paure e ansie. Ma gli esperti rassicurano tutti: non c'è nessun problema e se ci fosse un problema l'errore è stato commesso dalla vittima. Quindi non ci sarà nessun risarcimento da parte dello Stato, che non si ritiene responsabile. Questo non è molto  rassicurante per noi comuni mortali, non esperti e confortati solo dal nostro buon senso, che ci continua a dirci che questa è un'assurdità enorme, inutile, controproducente, costosa e pericolosa.

 

 

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