I comuni: "Qui non è uno spazio per grandi predatori, ci mettono in pericolo"

SION - Le autorità dei comuni dell'alta valle di Goms, in Vallese, non vogliono più saperne del lupo: in una presa di posizione pubblica chiedono che la regione sia proclamata "regione senza lupo". Dal canto loro, la Confederazione e il Canton Vallese ritengono che i requisiti per l'abbattimento dell'animale reperito nella regione non siano soddisfatti.

"Goms non è uno spazio di vita per i grandi predatori; essi mettono in pericolo la sicurezza e lo sviluppo della nostra valle", scrivono i sindaci nella loro presa di posizione. Quale primo provvedimento chiedono che il lupo attualmente presente nella regione sia spostato.

L'animale - sottolineano - ha già sgozzato quest'anno una ventina di pecore. Il predatore ha persino abbandonato la carcassa di un capriolo ad una cinquantina di metri da una stazione ferroviaria ed è stato visto mentre si aggirava nelle strade di uno dei villaggi.

I sindaci affermano inoltre che la presenza di un lupo è incompatibile con l'allevamento di animali da reddito. La topografia della regione non agevola infatti la sorveglianza delle greggi di pecore. Il gran numero di sentieri pedestri impedisce peraltro il ricorso ai cani da guardia, la cui presenza provoca troppi conflitti con gli escursionisti.

In un comunicato congiunto, la Confederazione e il Vallese rammentano tuttavia che i criteri per l'abbattimento di un lupo sono soddisfatti se il predatore sbrana almeno 25 animali da reddito nell'arco di un mese o almeno 35 animali da reddito nell'arco di quattro mesi consecutivi.

Nel caso della valle di Goms, dunque, i requisiti previsti dalla Strategia Lupo per un abbattimento non sono adempiuti. Quale prima misura, le autorità auspicano un miglioramento della protezione delle greggi nella regione, in particolare la loro recinzione.

Il maschio M35 - assicurano - sarà nondimeno sorvegliato. Se durante l'estate il lupo dovesse comportarsi in modo insolito e aggirarsi sempre più nelle vicinanze degli insediamenti, la situazione sarà rivalutata.

Fonte: Corriere del Ticino

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