«Vogliamo la rimozione degli esemplari pericolosi»

di LAURA GALASSI, sabato 1 marzo 2014, Vallagarina l'Adige

VALLAGARINA - I Comuni dei Quattro Vicariati uniti contro l’orso. Nei giorni scorsi i sindaci di Ala, Avio, Brentonico e Mori hanno firmato una lettera indirizzata al presidente della Provincia per chiedere più controllo sui plantigradi e la rimozione immediata degli esemplari troppo confidenti.

Accanto ai nomi di Luigino Peroni, Sandro Borghetti, Giorgio Dossi e Roberto Caliari ci sono anche quelli dei «colleghi» veronesi di Belluno-Brentino, Ferrara Monte Baldo e Malcesine.

Fuori controllo

Il progetto Life Ursus è sfuggito di mano alla Provincia

Sette primi cittadini hanno preso posizione  sul progetto Life Ursus, in realtà ancor prima di venire a conoscenza delle recenti scorribande alle pendici dello Stivo in val di Gresta. Tutto è partito da Avio, dove nei mesi scorsi la Lega Nord, come negli altri paesi lagarini, aveva promosso una mozione per il controllo dell’orso. A differenza degli altri Comuni però, ad Avio il documento che impegnava Borghetti a fare qualcosa sul tema del predatore, è stato votato dalla maggioranza dei consiglieri e da lì è partita l’iniziativa della lettera.

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«Nel 2013 il Monte Baldo ha guadagnato ripetutamente gli onori della cronaca per i danni e le razzie di bestiame causati dall’orso», è l’incipit della missiva, chiaro riferimento alle aggressioni messe in atto da M11. «A tali danni si aggiungono i timori di una negativa ripercussione sulla serenità di cittadini e turisti nell’intraprendere escursioni in montagna, attività cui sono fortemente legate le presenze sul Baldo».


E proprio su questo punto ieri ha battuto ancora la Lega Nord che in una conferenza stampa ha evidenziato la sua primogenitura sul tema-orso e ha tacciato il plantigrado di causare disoccupazione in Vallagarina.

«Life Ursus è chiaramente sfuggito di mano. Quanto abbiamo speso finora e quale è stato il ritorno economico di questo
progetto? È ora di aprire un tavolo con il ministero», hanno detto i consiglieri provinciali leghisti Maurizio Fugatti e Claudio Civettini, assieme alla consigliera di Rovereto Mara Dalzocchio.


Nella lettera firmata dai sindaci si parla addirittura di «terrore»: «siamo preoccupati perché non siamo in grado di garantire sicurezza alle persone sul nostro territorio». Se da una parte gli amministratori lagarini e veneti sono consapevoli della valenza naturalistica di Life Ursus e degli sforzi compiuti dalla Provincia per limitare le interferenze degli orsi con le attività umane, ora sarebbe arrivato il momento di «attivare una procedura che prevede la rimozione immediata, cioè ai primissimi episodi segnalati, degli esemplari che non temono gli umani».


Non c’è margine di trattativa insomma: non appena il grosso mammifero si avvicinerà alle case o alle greggi, per i sindaci l’animale dovrà essere subito prelevato. Questa sorte dovrebbe riguardare quindi anche il plantigrado che la settimana scorsa ha aggredito e ucciso un asinello sopra Pannone e ha distrutto le arnie di Maso Naranch.

«La situazione non può che peggiorare con l’arrivo della primavera. La lettera dei sindaci diventerà una nostra interrogazione provinciale», anticipano Fugatti e Civettini.

Di sicuro, il fatto che quattro amministratori mettano nero su bianco la loro preoccupazione nei confronti dell’orso è un segnale difficile da ignorare.


«Quando vengono attaccati gli animali al pascolo, vengono messi a rischio posti di lavoro, così come quando l’animale si aggira vicino agli agriturismo. Non possiamo permetterci una cosa simile in questo periodo difficile», concludono i leghisti.

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