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Il Progetto Life Ursus

Per cercare di risollevare le sorti dell'ultimo nucleo di orso bruno delle Alpi italiane, nel 1996 ha preso avvio mediante finanziamenti LIFE dell'Unione Europea il Progetto Ursus - tutela della popolazione di orso bruno del Brenta, più noto come Life Ursus.

L'intervento di salvaguardia nei confronti del plantigrado - promosso dal Parco Naturale Adamello Brenta e condotto in stretta collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento e l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (oggi ISPRA) - si è basato su una attenta fase preparatoria In base ad un apposito Studio di fattibilità la reintroduzione è stata individuata come l'unico metodo in grado di riportare gli orsi sul Brenta: 9 individui (3 maschi e 6 femmine di età compresa tra 3 e 6 anni) sono stati indicati come il contingente minimo per la ricostituzione, nel medio-lungo periodo (20-40 anni), di una popolazione vitale di orsi sulle Alpi Centrali, formata da almeno 40-50 individui.

Lo Studio di fattibilità ha inoltre stimato - mediante un'approfondita modellizzazione del territorio comprendente il Trentino occidentale e parte delle province di Bolzano, Brescia, Sondrio e Verona - in più di 1700 kmq le aree idonee alla presenza del plantigrado: superficie giudicata sufficientemente ampia per ospitare la popolazione minima vitale. Proprio in base all'estensione territoriale dell'area interessata dal progetto ed alla sua complessità, numerosi sono stati i partner che hanno collaborato all'iniziativa. Sono infatti stati formalizzati accordi operativi, oltre che con le quattro province confinanti a quella di Trento, anche con l'Associazione Cacciatori Trentini, che collabora tuttora anche al monitoraggio degli orsi immessi, con il WWF - Trento e con numerosi altri enti, organizzazioni ed associazioni di categoria.