„Valli abbandonate e inselvatichite non possono essere uno scenario accettabile e non servono a nessuno“. MontagnaViva desidera promuovere il rilancio attivo delle zone periferiche e di montagna del Ticino

Questo Territorio rappresenta almeno l’80% del territorio cantonale ticinese, anche se conta una bassa percentuale di popolazione. La presenza dell’uomo in queste regioni va difesa con ogni mezzo e deve essere promossa la creazione di nuovi posti di lavoro, che garantiscano e incrementino la residenza nei villaggi delle Valli.

Quali persone attive da decenni a livello regionale, cantonale e nazionale nella difesa degli interessi delle popolazioni di montagna e delle attività che ne conseguono, sin dal 2011 seguiamo con apprensione la tematica della ricomparsa sul territorio Ticinese e Svizzero dei grandi predatori e in particolare del lupo.

Costatiamo che purtroppo la problematica è sfuggita di mano a coloro (politica e pubblica amministrazione) che dovevano e devono occuparsi della tutela della vita e dell’essenziale e irrinunciabile presenza dell’uomo nelle zone alpine. La nostra presa di posizione tratta le conseguenze nefaste della presenza di grandi predatori per l’agricoltura, per gli allevatori di animali da reddito, per gli abitanti stessi dei nostri villaggi di montagna, per il settore del turismo e per il paesaggio.

Ci teniamo a sottolineare che le nostre considerazioni sono in sintonia e accordo con quelle di altre importanti associazioni Nazionali, in particolare l’Unione Svizzera dei Contadini – USC, il Gruppo Svizzero per le Regioni di Montagna – SAB, la Federazione Svizzera d'Allevamento Ovino – FSAO, la Federazione Svizzera d'Allevamento Caprino – FSAC, la Federazione Caccia Svizzera, l’Unione Contadini ticinesi… che rappresentano o sono vicine al settore primario, quello (più) colpito dal ritorno dei grandi predatori.

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MontagnaViva rifiuta questa revisione del regolamento sulla caccia. Per spiegare la nostra posizione, riprendiamo anche le nostre osservazioni dallo scritto del 4 settembre 2014, dove ci eravamo espressi sul progetto di revisione della strategia lupo - lince Svizzera. La situazione non è cambiata per niente, anzi si può dir tranquillamente che è peggiorata. Nel Ticino il recente rilevamento di due nuovi lupi mai conosciuti in presenza (M47 e M51) crea nuove fonti di preoccupazione.

Rileviamo con delusione che questa consultazione è molto simile alla strategia lupo presentata nel 2014. In effetti, molti dei punti e delle proposte più criticate della strategia precedente si ritrovano in questa revisione del regolamento sulla caccia (es. Art. 4bis; Regolazione dei lupi), dove una volta ancora la problematica dei grandi predatori, basandosi però anche sul punto di vista degli animali da reddito, è completamente tralasciata.

I punti generali che ci concernono sono sempre gli stessi, siccome i concetti proposti dall’UFAM sono semplicemente un ulteriore incentivo per la diffusione del lupo in Svizzera. Si dice che il pupo perde il pelo, ma non il vizio!

Il regolamento sulla caccia, la legge sulla caccia (p.es. art. 12, cpv. 4) e il concetto del lupo devono essere coordinate e non sovrapporsi. L'adattamento frammentario di ognuno impone troppo sforzo amministrativo, procedure burocratiche contradditorie, con conseguenti costi elevatissimi. Nuovi aggiustamenti del regolamento e della legge sono già stati resi noti dall'UFAM nella relazione illustrativa (p. 3).

In questo contesto, stupisce il comportamento della Confederazione che considera le mozioni 14.3151 (coesistenza tra lupo e popolazioni di montagna - Engler) e 14.3570 (lupo una specie cacciabile - Imoberdorf) come rilevanti e da attuare, mentre non considera alla stessa maniera e non ha ancora messo in pratica la mozione 10.3264 (revisione dell'articolo 22 della Convenzione di Berna - Fournier), sebbene quest’ultima sia stata accettata già nel 2010 da entrambe le camere.

Ora che la mozione Engler è passata definitivamente in Parlamento (12.03.2015), il Consiglio Federale sarà incaricato di presentare un progetto di revisione della legge federale sulla caccia (art. 7 LCP) finalizzato alla regolazione delle popolazioni di lupi, quindi quando la legge verrà modificata si dovrà ancora modificare il regolamento. Speriamo di finalmente non dover ancora una volta ripetere le stesse cose e portare gli stessi argomenti, ma che il lavoro nell’Amministrazione si attui e si concretizzi nel rispetto dei mandati parlamentari.

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  • Ospite (Italia Libera)

    Tutti animalisti certo, ma per difendere se stessi, animali di gabbia urbana, proni a governi di mascalzoni, anzi, loro diretti collaboratori. Ma l'hanno mai provato questi parolai a trovarsi soli difronte a belve inferocite dal trapianto forzato in territori non adatti alla loro sopravvivenza? Sanno cosa vuol dire vivere coltivando ed allevando bestiame per poi vedersi sfumare nel nulla i propri sforzi solo perchè qualche "grosso predatore" imperversa nei paraggi distruggendo l'esistenza di chi ha scelto la natura invece che il cemento delle città?
    Tutti buonisti, burocrati ed ecologisti da salotto, agglomerati nel fetido smog che li avvolge deturpandogli la il fisico e la mente, incapaci di distinguere un lupo da un pastore tedesco, eppure così pronti ad inveire contro chi si addentra nei boschi per andare a ritrovare se stesso e guarda caso invece trova la belva inserita dalla volontà sociale di questi comodi snaturati robotecnologici, che cantano l'inno alla natura e la distruggono con il loro esistere globale, opposto alla vera esistenza.

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  • Ospite (comparsa/scomparsa)

    Ma io non credo che ci sia questa condivisione della maggioranza, non é affatto dimostrato che ci sia questa maggioranza. I dati, le rilevazioni e la realtà presentata da internet non sono attendibili. E non sono attendibili i risultati presentati e gestiti dalla stessa fonte che propone, e anzi impone, una scelta. Ma soprattutto non credo che abbia valore il consenso ottenuto in un clima di minaccia, aperta e velata, come dimostrano le campagne vessatorie e di mobbing scagliate verso persone e anche comunità, quando persino gli aggrediti dai grandi predatori dicono che si astengono dal commentare a causa delle minacce e insulti ricevuti, e/o si subiscono misure che rendono difficile la prosecuzione dell'esistenza compiendo una data scelta.

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  • Ospite (webmaster)

    Adesso è molto chiaro.
    Grazie per la sua opinione che è esattamente la nostra, purtroppo non condivisa dalla maggioranza.

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  • Ospite (comparsa/scomparsa)

    Se si valuta che il tutto non c'entra con un tale articolo vuol dire che qualche cosa lo si è capito.
    I commenti come questo dove si inseriscono? Nei siti (web), è chiaro che in un commento di questo tipo non posso fare la presentazione del sito "qualeformaggio" e replicare la storia di casa capuzzola, ma chi è interessato a sapere cosa sono può cliccare questi nomi in un motore di ricerca, e vederli come li ho veduti io, a meno che non siano stati modificati o eliminati nel frattempo. 
    Il mio commento era un'osservazione a temi espressi in quell'articolo, ed ho utilizzato le stesse espressioni di parti di esso; nella storia ivi raccontata si diceva dell'impossibilità di condurre un'attività lavorativa, di vivere, in zone abitate dai lupi, e poi si presentavano delle osservazioni, alcune delle quali: -tutti sono contenti che il lupo sia tornato, perché queste parole arrivano da chi usa il sedere degli altri per prendere la supposta che fa male (il lupo) e non ci mette il suo, le vittime siamo noi, allevatori e proprietari di terreni montani, che viviamo sulla terra e non chi vive negli uffici, in rete, nelle università, e la nostra voce può essere importante altrimenti si sente solo quella dei cittadini, e studiosi, favorevoli al ritorno del lupo, che usano però il sedere degli altri-  la conclusione però in pratica è questa: chi continua a vivere in montagna è lo sciocco che ci rimette, i cittadini, che vivono in città volendo il lupo nei dintorni boschivi e campestri, sono i ganzi furboni che stanno bene, che è lo stesso che dire: - è meglio ritirarsi in città avendo i lupi liberi che non vivere noi nelle aree naturali- cioè quello che dice l'unica voce "che si può leggere e ascoltare" quella dei supposti cittadini e studiosi".
    Il sito atsenzagp, e anche l'articolo sopra, pone lo stesso tema/problema della vivibilità in montagna in riferimento alla presenza di lupi e orsi, "vogliamo poter vivere in montagna e non abbandonarla ai grandi predatori", per lo meno per questo motivo è nata questa associazione e queste pagine, così è scritto.
    Il "vuoto zombie come lui" è l'uomo che si è chiuso in città circondato dai        dai lupi, secondo il mio parere, lei non crede?. Comunque questa è la mia osservazione e opinione.
    Certamente diversa da quella che si può comunemente sentire e che tende a dilagare ovunque.

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  • Ospite (webmaster)

    Gentile lettore
    Purtroppo non si riesce a capire il suo commento. Cosa è "qualeformaggio"? Che storia è "casa capuzzola"? Chi è il vuoto zombie come lui? Cosa centra il tutto con questo articolo?

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  • Ospite (comparsa/scomparsa)

    Aggiungo che io vivo molto lontano dai luoghi rappresentati da questo sito, tra mare e città.

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  • Ospite (comparsa/scomparsa)

    Volevo inserire questo commento su "qualeformaggio" attraverso il quale ho letto la storia di casa capuzzola che me lo ha ispirato, ma non mi è riuscito,
    "...e non avevo visto la seconda parte della storia, che informa,  haha ha ! ! che Il cittadino che vive negli uffici, in rete, nelle università, se ne può stare soddisfatto perché la supposta la prendono gli allevatori, quelli che vogliono vivere in campagna, ...morire dal ridere... se non fosse d'altra parte che questa visione rispecchia una realtà di idiozia  drammatica, e non stò certo a spiegarne i motivi a questo punto, 
    ma la supposta, per usare le stesse definizioni, la prende l'uomo che si è rinchiuso in città circondato dai lupi, e non mai chi riesce ancora a vivere in montagna, 
    In una città sempre più circondato, ineluttabilmente, irrimediabilmente, di vuoti zombie come lui, capaci solo di farsi ascoltare, e persino apparentemente soddisfatti, di riuscire a farsi ascoltare, dicendo nient'altro che la stessa cosa che dice anche l'ultimo imbecille, 
    ridicoli, come chi ci mette il sedere sereno e contento."

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