Trento, 13.06.2015 - Il racconto di Wladimir Molinari sopravvissuto dopo l’attacco vicino Cadine «È un miracolo se sono ancora vivo. MI ha strappato la carne a morsi»

di Ubaldo Cordellini

«Mi voleva ammazzare. Mi sono detto: adesso sono morto e non è giusto. Non è giusto morire così. Mi ricorderò sempre quegli occhi neri cattivi e quella bocca spalancata». La voce di Wladimir Molinari è poco più che un soffio, pacata e flebile come quella di una persona che è stata operata fino alle quattro di mattina dopo un attacco prolungato dell’orso. Adesso è ricoverato nel reparto di chirurgia cardiovascolare dell’ospedale Santa Chiara e continua a ripetere: «Sono un miracolato. L’ho visto mentre strappava la mia carne con i denti. Non voleva spaventarmi, voleva ammazzarmi».

Wladimir Molinari

Wladimir come è andata?

Stavo facendo la solita corsetta con il mio cane agganciato alla vita con un guinzaglio. Era il giro che faccio sempre. A un tratto ho sentito come un rumore di erba calpestata e il cane si è come innervosito. Allora mi sono voltato e l’ho visto. Ho visto l’orso che corricchiava, era a meno di dieci metri da me.

E tu cosa hai fatto?

Ho seguito esattamente i consigli che danno sempre: mi sono fermato e, guardando sempre verso di lui, ho iniziato ad agitare le mani e ad urlare. Ma lui è venuto subito contro di me, mi ha caricato a tutta velocità e mi ha preso. Quando era a tre metri da me, mi sono voltato e ho cercato di scappare, ma lui si è alzato sulle zampe posteriori, mi è saltato addosso e mi ha dato un primo mordone. Mi ha strappato su tutto, mi manca proprio un pezzo di carne.

Ha attaccato te o il cane?

Il cane non lo ha neanche guardato. Ha attaccato me dritto. Mi ha dato subito questo morso. Allora io continuavo a difendermi con pugni e calci. Mi ha preso in testa. Stava per mordermi la faccia. Ho visto la sua bocca spalancata a un centimetro. Allora l’ho afferrato per le orecchie e l’ho tirato indietro in qualche modo, ma era fortissimo. Dieci volte più di me e io non sono piccolo. E poi mi sono buttato nel bosco e mi è venuto dietro in mezzo alla vegetazione. Nel frattempo, mi ha staccato dei pezzi di carne.

A morsi o con le zampate?

A morsi dal braccio e dall’addome, le zampate sono poca cosa. Sono riuscito a sganciare il cane. E lui ha subito attaccato l’orso per difendermi, ma l’orso gli è andato sopra in un attimo. Dopo non ho più visto il cane, per fortuna che è scappato e ora sta bene. E dopo l’orso è venuto di nuovo contro di me e mi ha preso di nuovo a morsi fino a che sono riuscito a prendere un bastone e non so come si è spostato di una decina di metri e mi ha fissato. Allora io mi sono messo a urlare e sbattevo il bastone per terra e lui mi veniva ancora incontro, ma poi se ne è andato ed è sparito. Dopo non sapevo cosa fare, non avevo il telefono. Sono andato per il sentiero e mi sono detto: adesso mi aspetta e mi finisce. Ho preso un sasso in mano e mi sono incamminato. Dopo trecento metri ho incontrato il ciclista che mi ha detto: rimani qua che vado a chiedere aiuto. Io gli ho risposto: non farlo, ti prego, ho paura. E siamo riusciti a fare questi tre chilometri e mezzo per tornare dove avevo la macchina. Lì c’era Tullio, un contadino che mi ha fatto stendere su un tavolo e lì ho sentito un male tremendo, ho cominciato a urlare. Mi mancano pezzi di carne e poi ho le dita aperte come banane, scarnificate quando cercavo di tenergli la bocca aperta perché non mi mordesse in faccia.

Secondo te voleva difendere dei cuccioli o spaventarti?

Voleva uccidermi. I cuccioli non c’erano. Non ce l’aveva neanche con il mio cane. Mi voleva ammazzare. Avrà fatto dieci attacchi e continuava. Ho visto davvero la morte in faccia. Poi ho sentito i denti che mi strappavano la carne e lui che scuoteva la testa. Come nei film. Mi sono detto: sono in un incubo. Sono stato fortunato. Mi ricorderò sempre questi occhi neri, cattivi che mi fissavano e continuava a modermi. Un incubo.

Secondo te cosa devono fare adesso con quest’orso?

Ho sempre sostenuto l’orso e Life Ursus, ma adesso ho paura. Adesso questo orso devono come minimo catturarlo, è troppo pericoloso.

Fonte: http://altoadige.gelocal.it/

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  • Ospite (Alan)

    Di morti ne hanno fatti già 45 milioni nella sola seconda guerra mondiale senza battere ciglio, solo per venire in Europa a dettare le loro condizioni, figurati cosa gli può interessare a questi criminali internazionali se qualcuno viene sbranato, anzi, il terrorismo ambientale li rende ancora più padroni della situazione, con buona pace dei farabutti che incassano lo stipendio non per difendere i cittadini, bensì questi conquistadores da una cicca. Quanti vecchi canuti e marci tirano le redini del sistema!
    Il Trentino? Da sempre il loro teatro di massacri, non gli piace mica la gente libera e vera a questi sciacalli mascherati da liberatori.

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  • Ospite (andrea)

    Un giorno o l'altro ci scapperà il morto. nessuno farà mai niente per salvaguardare la libertà degli abitanti del trentino soprattutto per colpa di chi non vuol vedere,
    o meglio di chi vede un povero orsacchiotto indifeso provocato senza alcun motivo dal cattivo uomo.

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  • Ospite (M7)

    La domanda giusta sarebbe stata:

    Pensa che la vita umana valga meno delle belve e meno ancora della presunta autorità di chi infesta il territotio italiano con predatori di altri tempi, fregandosene egregiamente di eventuali morti, feriti e danni collaterali causati da tale scelleratezza?

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