ASIAGO 04.07.2014 - Una decina di mucche sbranate nel giro di due settimane e mandrie disperse con capi feriti. L'orso M4 è fonte di allarme sociale

La libertà dell’orso M4 ha le ore contate. Il sottosegretario all’ambiente, la padovana Barbara Degani, ha dato il via libera alla cattura e radiocollarizzazione dell’esemplare. Una decisione presa dopo il parere positivo dell’Ispra. «Per evitare altri eventi predatori da parte dell’orso bruno sull’Altopiano di Asiago fonte di allarme sociale - spiega Degani - abbiamo consentito la radiocollarizzazione". Ecco che così gli alti funzionari sperano di aver risolto il problema e lasciano la popolazione e gli allevatori nell'ansia e nella paura. Dobbiamo ora solo attendere il primo attacco ad una persona.

Mucca dilaniata da orso

Gli esperti trentini hanno sottolineato la difficoltà di gestione di M4. «Questo esemplare - scrivono nel loro resoconto - analogamente a quanto registrato in passato, ha provocato ripetuti danni a carico di bovini al pascolo negli alpeggi ed è monitorato in modo stretto al fine di intraprendere la procedura per la cattura del soggetto per radiocollarizzazione».

Conteggiando il suo "trascorso" oltre alle 5 manze, 4 vacche adulte ed 1 vitello uccise recentemente sull'Altopiano (a cui si aggiungono altri tre bovini uccisi in trentino) a M4 vengono attribuite 15 bovini uccisi sul Monte Baldo nel 2013 (8 sul versante trentino e 7 su quello veneto) tanto che già l'anno scorso il servizio foreste e fauna trentino si era attivato per catturarlo ma la diffidenza dell'orso che lo portava a non ritornare sulle prede ha mandato a vuoto numerosi tentativi di cattura.

Mucca dilaniata da orso

È la fotografia della situazione di difficoltà in cui si trovano agricoltori, allevatori e operatori turistici dell'Altopiano di Asiago che descrive Costantino Toniolo (Ncd), presidente della commissione bilancio del Consiglio regionale nella sua interrogazione a risposta immediata presentata alla Giunta regionale. «In queste ore le categorie degli allevatori si sono fatte sentire per via dei danni diretti arrecati dai plantigradi alle mandrie presenti a Malcesina e in val Galmarara per l'alpeggio - spiega Toniolo - Agli allevatori la Regione deve garantire modalità e tempi certi di ristoro dei danni causati dalla fauna selvatica ai capi di allevamento e andare loro incontro per mettere in opera difese specifiche per i capi di bestiame».

Mucca dilaniata da orso

Toniolo, intanto, ricorda nell'interrogazione che durante l'estate sul territorio altopianese i bovini in alpeggio sono molto numerosi e si contano oltre 100 malghe in cui si pratica l'allevamento. Un comparto quello dei Sette comuni che costituisce per estensione dei pascoli e per numeri, il più importante sistema di alpeggio dell'intero arco alpino. «L'altra preoccupazione riguarda il turismo», continua Toniolo: «alcuni operatori mi hanno contattato dicendomi che sono preoccupati per l'immagine dell'Altopiano con la presenza di orsi così aggressivi verso le attività di allevamento».

Ora gli esperti, operatori, funzionari e burocrati, grazie ad M4 radiotrasmittente, avranno altri e nuovi dati gps di un orso della nuova specie "ursus radiocollaris" da analizzare, fare studi e concludere che il progetto "live ursus" contribuisce a a migliorare il rapporto uomo-natura.

L'Associazione per un Territorio senza Grandi Predatori ritiene invece che rintrodurre e proteggere a tutti i costi animali predatori vicino alle zone antropizzate è errato e senza senso. È un modo per ingannare le coscienze collettive con un argomento di discussione che ha le apparenze di protezione del’ambiente e ritorno romantico ad una vita secondo natura.

 

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