Trento, 11.09.2014 - La conclusione drammatica della vicenda dell'orsa Daniza trentina diventa un caso emblematico per un progetto assurdo. Questa volta non è stata la Svizzera a dover prendere misure estreme, ma la stessa Italia che però non l'ha uccisa ufficialmente: Daniza è morta per overdose di anestetico

L’orsa Daniza proveniva dalla Slovenia, dove la popolazione di orsi è ben più numerosa. Era stata “ traslocata” in Trentino nel 2000 nell’ambito del Life Ursus, un progetto finanziato dall' Unione Europea che mirava ad arginare l' estinzione dell' orso bruno nelle Alpi Italiane. Stranamente allora era stata narcotizzata senza problemi e si era risvegliata nel cuore delle Alpi.

«In ottemperanza all'ordinanza che prevedeva la cattura dell'orsa Daniza, dopo quasi un mese di monitoraggio intensivo, la scorsa notte si sono create le condizioni per intervenire, in sicurezza, con la telenarcosi. L'intervento della squadra di cattura ha consentito di addormentare l'orsa, che tuttavia non è sopravvissuta» così scrive la Provincia di Trento in una nota.

"A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca", così si era espresso Andreotti in una frase diventata famosa. Si voleva eliminare l'orsa, ma non si aveva il coraggio di dirlo ufficialmente? Non si sapeva cosa fare dell'animale catturato?

Osservata dall'esterno la situazione è assurda. La stessa Provincia di Trento che voleva trarre vantaggio da una operazione azzardata quale l'introduzione dell'orso a fini commerciali, ora si trova in grandi difficoltà di immagine.

Lasciate in pace Daniza

Ora Daniza è in pace

Già con un altri orsi si erano adottate misure insensate come il confinamento in recinsioni, ovviamente non sbandierate al pubblico e quindi passate inosservate. Ma erano i primi sintomi che la situazione non poteva essere tenuta sotto controllo.

Il decesso dell'animale ha immediatamente scatenato una bufera di reazioni. Nelle settimane scorse molte associazioni animaliste si erano mobilitate contro la cattura dell'orsa.

"Chi è causa del suo mal pianga se stesso" verrebbe da dire. Non poteva dirlo il Canton Grigioni che si è trovato a gestire una situazione simile, creata incoscientemente da altri,  con JJ3 e M13. Dopo mille tentativi di venire a capo di una situazione assurda, ha dovuto adottare la soluzione estrema, ma lo ha fatto in modo chiaro e coerente, senza inventare stratagemmi all'italiana.

Ora il  ''caso Daniza'' rischia di trasformarsi in un vero e proprio caso politico. Tralasciando lo scontro dei partiti a livello locale va detto che l’ENPA, l’ente nazionale protezione animali e il WWF richiedono le dimissioni del ministro italiano all’ambiente Galletti, mentre il Corpo forestale ha aperto un' indagine ipotizzando reati di maltrattamento e uccisione senza reali motivi.

Da noi rimane aperto il caso M25 che si aggira a quota 1'400 m.s.m. Non bisogna essere dei chiaroveggenti per prevedere che prima o dopo il letargo sarà in nostra compagnia nei centri abitati.

 

 

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