Con Daniza l'orso è tornato a pieno titolo animale totemico incarnando la nostalgia di sacro di una folta tribù pagana dei nostri tempi

di Marcello Bonazza

Con Daniza è successa una cosa che non era capitata con Bruno o con la povera orsa annegata a Molveno, credo per il semplice motivo che sono passati pochi anni, ma anche per le circostanze davvero eccezionali della vicenda. L'animale temuto e venerato, ucciso e (proprio per questo) divinizzato, capro espiatorio collocato sul suo totem al di sopra degli umani e degli altri animali e assurto a simbolo di maternità universale non è più un orso come tanti inserito in un normale benché complesso rapporto ecologico.

Il Haida classico, orso della mitologia litoranea americana nordoccidentale

Il Haida classico della mitologia litoranea americana nordoccidentale

Daniza è vittima sacrale dopo essere stato simbolo di violenza e di potenza e di fertilità. Gli innumerevoli animali domestici da lui sbranati non contano, sono vittime dovute al totem; l'innocente (un tempo) passeggiata nel bosco alla ricerca di funghi diventa superamento del confine del sacro, dove il totem regna con i suoi cuccioli; l'uccisione per mano di un potere costituito chiama in correità un intero popolo (i "trentini"), secondo schemi ahinoi ben noti, che per fortuna, ripetendosi in farsa, prevedono l'espiazione attraverso una pioggia di disdette di settimane bianche. E così via...Non giudico, constato. E confesso a mia volta un sottile, irrazionale turbamento per l'accaduto.

Fonte: http://orsotrentino.blogspot.it/2014/09/tribu-pagane-e-bisogni-del-sacro.html

 

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