Grosseto, 2 aprile 2015 - Si è recentemente concluso, dopo oltre tre anni di attività, il progetto Ibriwolf, finanziato in gran parte dall’Unione Europea nell’ambito del programma Life con un contributo complessivo di 2.296.659 euro.

di Michele Di Leva

Il progetto concepito con la finalità di salvaguardare il patrimonio genetico del lupo attraverso l’identificazione e la rimozione dal territorio dei canidi vaganti incrociati con lupi all’interno di due aree pilota della Toscana ha mantenuto però sempre un occhio di riguardo nei confronti delle problematiche degli allevatori relative a eventuali razzie di bestiame compiute da lupi e da cani randagi.

Lupi

L’interesse di Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC) nei confronti di Ibriwolf è nato dalla constatazione che durante una delle sessioni di cattura previste era stata prelevata dal territorio una cucciolata di ibridi (dieci esemplari, quattro dei quali deceduti successivamente) di un’età di 4-5 giorni deducibile dalla presenza del cordone ombelicale, come riferito dal responsabile scientifico di Ibriwolf, professor Luigi Boitani.

LNDC non ritiene un modus operandi accettabile il distacco della prole dalle cure materne soltanto pochi giorni dopo la nascita, di qualunque specie si tratti, e si chiede pertanto se le autorizzazioni di cattura rilasciate dal Ministero dell’Ambiente, oltre al parere favorevole dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), contemplino realmente una procedura a dir poco discutibile. Perplessità hanno pure suscitato nell’associazione le dichiarazioni ufficiali di Ibriwolf apparse sul loro sito istituzionale, che invece riportavano per i sopracitati cuccioli un’età presunta di circa due settimane, dato discrepante dalla precedenti affermazione.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane, ha proceduto perciò a una richiesta di accesso agli atti amministrativi del progetto nei confronti della Provincia di Grosseto, capofila del medesimo, per verificare la congruità dell’importo erogato con l’effettiva finalità del progetto, con un particolare attenzione alla presenza di adeguate garanzie per il benessere animale. Richiesta che riporta: ”in qualità di soggetto portatore di interessi diffusi, LNDC richiede copie in carta semplice inerenti a ogni singolo emolumento retributivo a beneficio di soggetti fisici, associazioni, enti pubblici e privati nell’ambito del progetto Ibriwolf, finanziato dal programma comunitario Life”.

La Provincia di Grosseto per ben due volte ha replicato che la richiesta era troppo generica. A questo proposito ci preme sottolineare che richiedere come vengano impiegati i soldi dei contribuenti non deve essere interpretato come un presunto controllo dell’operato di una pubblica amministrazione bensì come un diritto di ogni cittadino. Vogliamo anche ricordare che Ibriwolf, in un lasso di tempo di poco superiore a tre anni ha portato alla cattura di due esemplari adulti di ibridi e di sei cuccioli superstiti. Numeri decisamente esigui. Inoltre, in una sconcertante intervista, lo stesso Boitani ha dichiarato che i progetti sugli ibridi non hanno intenzione di risolvere definitivamente un problema ma hanno soltanto l’obiettivo di portare l’argomento all’attenzione del pubblico e delle autorità. LNDC ritiene si possa evidenziare una tematica importante anche senza elargire importi milionari a progetti come appunto Ibriwolf, nel quale si ritrova un po’ di tutto, dalla tutela dell’integrità genetica del lupo al coadiuvare economicamente gli allevatori che subiscono danni.

A questo proposito Lega del Cane mette in evidenza una plateale disparità nell’erogazione dei fondi. Per l’emergenza randagismo, che nel centro-sud Italia coinvolge quasi 700mila cani solitamente malati e non sterilizzati, dalla tabella dei finanziamenti della Legge di Stabilità risulta che alla sanità pubblica veterinaria è stata assegnata la risibile somma di 300mila euro per il triennio 2015-2017. Per il progetto Ibriwolf sono stati stanziati quasi 2 milioni e trecentomila euro. Perciò anche Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sulla falsariga del Boitani, desidera porre determinate problematiche all’attenzione dell’opinione pubblica, laddove autentici scempi che riguardano centinaia di migliaia di poveri cani vengono perpetrati con il tacito assenso delle istituzioni mentre le medesime istituzioni (italiane e comunitarie) non si fanno remore nel finanziare progetti milionari nei quali alla fine, il vero beneficiario è l’uomo.

di Michele Di Leva

Responsabile Caccia e Fauna selvatica LNDC

2 aprile 2015

Lega Nazionale per la Difesa del Cane

www.legadelcane.org

Visite agli articoli
1619164

Abbiamo 42 visitatori e nessun utente online