Pinzolo, 16 agosto 2014 - Si chiama Daniele Maturi, ha 38 anni e dove vive lo chiamano “il Carnera del Trentino”. Quel fisico da pugile che gli è valso il soprannome gli ha con tutta probabilità salvato la vita.

Maturi, infatti, è il cercatore di funghi che nei boschi vicino Pinzolo qualche giorno fa si è imbattuto nell’orsa Daniza coi suoi piccoli e dall’orsa è stato aggredito. Maturi si è difeso a pugni e anche se nello scontro ha avuto la peggio: ferite a gambe e schiena per un totale di 40 punti di sutura, gli è andata bene. Ha fatto a pugni con un' orsa ed è vivo per raccontarlo. Alle telecamere di Rainews mostra anche lo scarpone masticato da Daniza.

Daniele Maturi dopo l'aggressione di Daniza

Trascriviamo il racconto fatto a Rainews. "Sono vivo per miracolo. Quando ho visto l'orsa con i due cuccioli mi sono girato per allontanarmi ed ero calmo. Ma l’orsa mi ha sentito ed è iniziato il pandemonio” – parole testuali dell’aggredito- “Sembrava matta, mi ha rincorso, mi ha preso con una zampa sulla schiena e mi ha fatto un buco, “ e indica la schiena –“mi ha buttato a terra, mi è saltata addosso!.” Continua Daniele Maturi: “Io ho cercato di difendermi a pugni e a calci, un pugno gli è andato in bocca, mi ha morso, “ -e mostra la mano fasciata- ”Poi mi ha graffiato la coscia e il ginocchio, 40 punti, poi mi ha morso un piede,” – e fa vedere un grosso scarpone a brandelli- “e mi trascinava per il piede e io calci e pugni, finché son riuscito a liberarmi!."

Dopo questo attacco gli esperti del WWF, di Pro Natura e del gruppo Kora dovranno rielaborare i volantini su come comportarsi quando si incontra un orso che non scappa, ma ti insegue. Infatti nel loro volantino sta scritto di non mettersi a correre, di rimanere calmi, di parlare a voce alta e se l'orso si avvicina mettersi a carponi con la schiena rivolta verso l'alto e proteggersi la testa con le mani. 

C'è un piccolo inconveniente: con una sola zampata l'orso ti mette a nudo la colonna vertebrale. Basta vedere le foto delle pecore, degli asini e delle mucche che sono finite sotto le grinfie di orsi. In questo sito ne troverere diverse. Ora come nel caso del recinto elettrico triplo a prova di orso che non ha fatto nemmeno il solletico a M25 in cui il WWF ha subito sentenziato che ci vuole un filo elettrico in più, in questo caso sentenzierà che i cercatori di funghi devono andare nei boschi con la corazza.  Ma si sa, gli esperti sono pagati per fare gli esperti e non per avere il buon senso della gente comune. 

 

 

15.08.2014 Pinzolo Trento - Si trova ancora al Pronto Soccorso di Tione l'uomo di 38 anni aggredito dall'orsa nei boschi sopra Pinzolo questa mattina

orsa con cuccioli

Un orso questa mattina (15 agosto 2014) ha aggredito un uomo di 39 anni di Pinzolo. Dalle prime ricostruzioni sembra che l'uomo mentre stava raccogliendo dei funghi nei boschi di Pinzolo si sia trovato a tu per tu con due cuccioli raggiunti in un baleno dall'orsa che lo ha aggredito. L'uomo è stato trasportato all'ospedale di Tione ma non è in pericolo di vita

fonte http://www.trentotoday.it/cronaca/uomo-aggredito-orso-pinzolo.html

Poschiavo - 12.08.2014 - Incredibile ma vero, tre allevatori di pecore, dopo aver constatato che il gregge in quota ai piedi del Sassalbo  (2'200 m.s.m) aveva subito perdite a causa dell'orso, decidono di portare le pecore nel recinto a Cologna vicino alla sua stalla (1000 m.s.m). Mezz'ora dopo nel recinto c'è anche l'orso M25

Sassalbo Cologna Poschiavo

Vista sul Sassalbo con ai piedi il paesello di Cologna

Non sembra vero, ma l'orso M25 ormai sta prendendo confidenza con il territorio della Valposchiavo e le sue greggi transumanti di pecore. Dopo che domenica 10 agosto 2014 l'orso aveva sbranato tre pecore in quota, lunedì sera, gli allevatori decidono di riportare il resto del gregge a valle, scendendo per la strada carreggiabile. Senza che nessuno si accorga, l'orso M25 scende indisturbato assieme alle sue vittime, attende che siano riunite nel recinto fisso alto 1.2m,  poi salta la rete per scegliersi le pecore più prelibate.

Per sua sfortuna è visto da due donne a passeggio con il cane, che avvertono uno dei tre allevatori. Questi sul posto chiama il guardiacaccia che arriva subito, ma l'orso disturbato rinuncia al banchetto. Il guardiacaccia tramite il sistema di localizzazione può solo constatare che l'orso è ritornato in quota.

E ora la storia tragico-comica si ripete. Questo orso della specie artificiale "ursus radiocollaris", prenderà sempre più confidenza con la civiltà e dopo aver passato il letargo in quota, in primavera si sveglierà affamato e non trovando greggi di pecore e asini, scenderà nei villaggi che ormai conosce a fondo, segnando il suo destino, perché passerà da "orso problematico" a “orso pericoloso".

Verrà abbattuto con grande indignazione internazionale e verremmo messi nuovamente alla gogna mediatica come nel caso M13, mentre ci resterà di contare i disagi, le ansie e le paure subite, i danni e i costi causati da un’operazione assurda e senza prospettive e rivivere quel sentimento di impotenza causato da un progetto insensato, deciso a migliaia di chilometri di distanza, senza interpellare i diretti interessati.

 

 

 

Serata pubblica d’informazione sui grandi predatori in Svizzera e in Europa 

Martedì 19 agosto 2014, ore 20.00 – 22.00 «Aula» scuole, Schulstrasse Felsberg presso Coira  

Argomenti trattati: Presentazione dell’associazione «Territorio senza grandi predatori», cronaca e immagini di concreti avvenimenti, aspetti finanziari, situazione in Europa e in Svizzera, iniziative in campo politico, Convenzione di Berna, consultazione relativa alla revisione dei concetti lupo e lince, discussione.

Relatori: Otmaro Beti, agricoltore, presidente Associazione territorio senza grandi predatori, Duosch Städler, federazione svizzera d’allevamento ovino, Georg Schnydrig, granconsigliere del Vallese, Plinio Pianta, già granconsigliere grigionese, presidente dell’associazione internazionale AmAMont (amici degli alpeggi e della montagna), Bernhard Niggli, granconsigliere GR, Grüsch, Renato Moser, Felsberg

 Organizzazione:

Associazione territorio senza grandi predatori – ATsenzaGP

Vereinigung Lebensraum ohne Grossraubtiere – VLohneGR

 

 

Entrata libera, ci sono posteggi

Poschiavo, 2 agosto 2014 - M25, l’orso che dal 30 luglio si trova in Valposchiavo, ha predato due asini: una femmina adulta e un asinello.

Gli animali si trovavano in una recinzione elettrificata assieme ad altri 14 asini. La recinzione sperimentale era stata allestita per garantire la protezione dal plantigrado con tre fili elettrificati posti a differenti altezze. Purtroppo la protezione non ha funzionato e l’orso ha trovato un punto debole dove entrare. 

Quando gli esperti cittadini del WWF capiranno quello che la gente di montagna ha capito da sempre: la convivenza con i grandi predatori non è possibile, nemmeno se investiamo 60'000 CHF per bidoni a prova di orso e se recintiamo gli asini con filo elettrico triplo

Asino sbranato da M25 a Poschiavo

 

Era prevedibile: M25 non vuole stare nel parco naturale Adamello Brenta e nel nostro parco nazionale, dove non ci sono pecore, mucche e asini. Del resto voi, al posto suo, stareste dove trovate solo qualche animale malato o qualche carcassa e vi dovete cibare al 95% di bacche, di radici, di funghi, come un orso naturale nelle enormi distese della Russia o del Canada o dell’Alaska? Fuori dai parchi naturali per un orso c`è il paese della cuccagna: ogni 10 chilometri un banchetto delizioso, costituito da carne fresca, giovane, recintata in modo che non possa scappare. Il filo elettrico è solo un solletico necessario. Del resto l’orso ha una pelle da orso. E poi qualche chilometro più in là c’è il dessert, il miele, deliziosamente preparato nei telai delle arnie.

Intanto tutto il teatro già visto e rivisto con JJ3 e con M13  ora si ripete con M25. Questa commedia kafkiana comincia però ad avere del grottesco e ad urtare gli animi. Di nuovo l’ente pubblico investe risorse sproporzionate per gestire la situazione, ma di fatto la gente rimane ansia.

La libertà di un orso con il radiocollare è superiore alla libertà di 5'000 abitanti della Valposchiavo. Così è stato deciso a Bruxelles. Intanto la Consigliera federale Doris Leuthard ha fatto un bel discorso del 1. Agosto a Zernez incentrato sul "grandioso paesaggio alpino".

Noi sottolineiamo che il paesaggio è meraviglioso, perché i prati sono coltivati, i pascoli e i boschi sono curati. 

"Piccoli esseri umani di fronte a un grandioso paesaggio alpino. Minuscoli tasselli di un mosaico al cospetto dell'affascinante varietà della natura". È giunto ora il momento - ha detto la ministra dell'ambiente - di riflettere sulla strada da percorrere, su come plasmare, insieme, il futuro del nostro Paese, affinché anche le prossime generazioni possano andare fiere delle nostre decisioni, affinché anche in futuro si possa dire di noi sono stati saggi, hanno agito con lungimiranza".

Ma come dobbiamo interpretare questo discorso? Qual è la nostra responsabilità nei confronti delle prossime generazioni? Se continuiamo con la lungimiranza cittadina tutto il Grigioni tra breve sarà un parco nazionale selvatico ed incolto, perché gli abitanti della montagna saranno costretti ad andarsene.

Verrebbe da dire: “Signora Leuthard, tolga invece dal cassetto la richiesta del Parlamento svizzero di disdire la convenzione di Berna, perché vivere con gli orsi e i lupi è semplicemente utopico.”

box orso WWF

Intanto il WWF vende allegramente orsetti di peluche ad 80 CHF con la scusa di adottare M25. Gli affari vanno a gonfie vele. Insieme all’orsetto gratuitamente anche le spiegazioni di come si può convivere con questo animale evitando i conflitti: cani da protezione delle greggi e recinti elettrici. Si è constatato in questi giorni, come un recinto elettrico a triplo filo sia efficace.

L'Associazione per un Territorio senza Grandi Predatori ritiene che rintrodurre e proteggere a tutti i costi animali predatori vicino alle zone antropizzate sia errato, senza senso e assurdo.

È un modo per ingannare le coscienze collettive cittadine con un argomento di discussione che ha le apparenze di protezione dell’ambiente e di ritorno romantico ad una vita secondo natura.

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